Nuovi elementi emergono sull’incidente nautico nel canale di Tessera, a Venezia, costato la vita a Sean Michieli, mentre Gabriella Querino resta dispersa. Il tassista coinvolto nello scontro racconta di non aver visto la donna, mentre la famiglia della 26enne solleva dubbi sulle ore precedenti alla tragedia.
Incidente mortale tra taxi e barchino a Venezia: le indagini
Al conducente viene contestato il reato di omicidio nautico e nei suoi confronti sono stati disposti esami tossicologici per verificare le condizioni in cui si trovava al momento dell’incidente. Accertamenti analoghi saranno effettuati anche su Michieli nell’ambito dell’autopsia completa. Il 38enne quella mattina lavorava come sostituto con un’imbarcazione e una licenza intestate a un collega: la corsa delle 5 verso l’aeroporto di Venezia era la prima del turno.
L’urto ha provocato danni gravissimi al barchino, colpito dalla prua del taxi nella zona posteriore sinistra, vicino alla postazione di guida.
Dopo l’incidente due taxi acquei pare siano transitati nella zona: il primo avrebbe proseguito senza fermarsi, mentre il secondo ha preso a bordo la coppia di turisti americani. I due tassisti e i passeggeri saranno sentiti dal pubblico ministero Daniela Moroni perché potrebbero fornire elementi utili alla ricostruzione.
I conducenti verranno ascoltati di persona, mentre i turisti potranno rendere la propria testimonianza a distanza.
Incidente in barca a Venezia, il tassista: “Non ho visto Gabriella, ho solo sentito l’impatto”
Proseguono gli accertamenti sul tragico incidente nautico avvenuto all’alba di sabato nel canale di Tessera, nel Veneziano, dove il barchino sul quale viaggiavano Sean Michieli e la moglie Gabriella Querino si è scontrato con un taxi acqueo. Il 25enne è stato recuperato gravemente ferito ed è poi morto in ospedale, mentre della donna, 26 anni e di origine brasiliana, non è stata ancora trovata traccia. L’autista del taxi, un veneziano di 38 anni, sostiene di non aver visto né l’imbarcazione né Gabriella prima dello schianto. “Io lei non l’ho vista. Non ho visto il barchino in canale, ho solo sentito il colpo”, ha raccontato, spiegando di essersi fermato immediatamente dopo l’urto.
Secondo la sua versione, il piccolo natante sarebbe comparso improvvisamente davanti al taxi, tagliandogli la rotta e rendendo impossibile evitare l’impatto. Il conducente afferma inoltre di non aver notato né le luci né la sagoma della barca e ipotizza che questa possa aver tentato una virata all’ultimo momento. Il taxi, al contrario, sarebbe stato regolarmente illuminato. Dopo lo scontro il 38enne ha spento il motore e, affacciandosi, ha visto il barchino che stava affondando e Sean riverso sulla vetroresina. Ha quindi allertato i soccorsi e affidato i due turisti americani che trasportava a un altro taxi acqueo di passaggio.
Gabriella ancora dispersa, i dubbi della famiglia sulle ore prima dell’incidente
Durante le operazioni di soccorso non è stata trovata alcuna traccia di Gabriella. Secondo la Procura, però, la 26enne si trovava a bordo insieme al marito: sul fondale è stata recuperata la sua borsetta con portafoglio e documenti personali, elemento che rafforza questa ricostruzione. La donna potrebbe essere stata sbalzata lontano subito dopo l’impatto e trascinata dalle correnti e dal vento. I carabinieri continuano comunque a verificare ogni ipotesi, mantenendo i contatti sia con la famiglia di Sean a Cavallino sia con quella di Gabriella in Brasile.
Proprio i familiari della giovane, originaria di Ribeirão Preto, hanno sollevato diversi interrogativi sulle ore precedenti alla tragedia. La cugina Emily e la sorella Marieduarda hanno raccontato a Il Mattino che Gabriella era abituata a videochiamare la madre Gisele ogni sera, ma venerdì quella telefonata non ci sarebbe stata. Durante la giornata la giovane avrebbe inoltre avuto una forte discussione con Sean, tanto da preparare la valigia e pensare di andare via. In seguito, però, i due si sarebbero riappacificati e avrebbero deciso di uscire a cena. L’ultimo contatto con la madre risalirebbe alle 21.45, quando Gabriella le scrisse che si era sistemato tutto e che sarebbe uscita con il marito. Da quel momento non avrebbe più utilizzato WhatsApp.
Pur senza avanzare certezze, chiedono che venga chiarito cosa sia successo nelle circa otto ore comprese tra l’ultimo messaggio e l’incidente delle 5.30. Quanto all’ipotesi che la coppia fosse uscita in barca per raccogliere esche per la pesca, i familiari confermano che era un’attività abituale, soprattutto il sabato mattina. “Noi abbiamo le nostre idee, ma chiaramente non possiamo pronunciarci con certezza su qualcosa che non sappiamo”, hanno precisato.
