Il caso della 13enne che ha denunciato una violenza sessuale all’interno di un minimarket di Torino continua a suscitare indignazione e interrogativi. L’uomo accusato dell’aggressione era stato arrestato e successivamente scarcerato dal giudice, una decisione che ha alimentato un acceso dibattito politico e giudiziario. Ora nelle ricostruzioni della vicenda emerge un nuovo elemento: circa due settimane prima dell’episodio denunciato ci sarebbe stato un altro comportamento ritenuto inappropriato nei confronti della ragazzina.
Il precedente è stato raccontato dalla stessa 13enne nella denuncia ed è ora al vaglio degli investigatori.
Ragazzina molestata nel minimarket: il possibile precedente e le immagini delle telecamere
Secondo quanto riferito dalla ragazza, non sarebbe stata quella l’unica occasione in cui aveva incontrato l’uomo all’interno del minimarket vicino alla sua abitazione.
“Due settimane fa — avrebbe raccontato nella denuncia — ero andata a comprare di nuovo delle bibite e lui mi ha rivolto le stesse domande, ‘come stavo’ e se avessi bisogno anche di merendine“. La ragazzina avrebbe poi riferito che, in quell’occasione, l’uomo le avrebbe appoggiato un braccio sul fianco, arrivando in prossimità del seno, senza però toccarlo.
Impaurita, la giovane avrebbe deciso di allontanarsi rapidamente dal negozio. Nel suo racconto avrebbe spiegato anche di aver avuto timore di reagire, preoccupata di poter essere considerata dalla controparte come responsabile della situazione.
Il racconto è ora sottoposto alle verifiche degli inquirenti. Nel minimarket sono presenti telecamere di videosorveglianza, che avrebbero già registrato l’episodio denunciato più recentemente. Gli investigatori stanno verificando se siano disponibili anche registrazioni relative alle settimane precedenti. Qualora le immagini confermassero quanto raccontato dalla minorenne, il materiale potrebbe diventare un ulteriore elemento nell’inchiesta e contribuire a ricostruire il comportamento dell’uomo.
La rabbia e lo scontro politico
Nel frattempo, il minimarket resta chiuso. Il titolare, che non coincide con l’uomo accusato, avrebbe deciso di non riaprire il negozio dopo quanto accaduto. Sulle saracinesche sono inoltre comparse scritte offensive e minacciose, testimonianza del clima di forte tensione che si è creato intorno alla vicenda. Il caso ha provocato uno scontro sul piano politico e istituzionale. L’Associazione nazionale magistrati ha criticato la decisione del ministro della Giustizia Carlo Nordio di inviare una task force per acquisire elementi sulla vicenda. Il presidente dell’associazione, Giuseppe Tango, ha definito l’iniziativa “non ortodossa“, sostenendo che la valutazione del merito dei singoli procedimenti non dovrebbe rientrare nelle competenze degli ispettori ministeriali. Una posizione condivisa anche dall’Anm piemontese.
Di diverso avviso la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, secondo cui quando sono coinvolti minori il sistema delle garanzie deve assicurare particolare tutela alla parte più vulnerabile, cioè la vittima. Roccella ha quindi difeso l’iniziativa del ministero, considerandola una risposta alla necessità di verificare quanto accaduto. Anche il vicepremier Matteo Salvini è tornato sulla vicenda, definendo “surreale” la decisione del giudice e rilanciando la proposta della castrazione chimica per i responsabili di reati sessuali, richiamando la presenza di misure analoghe in alcuni Paesi occidentali. Intanto, gli investigatori proseguono gli accertamenti sul caso. Oltre alla denuncia della 13enne, potrebbero rivelarsi determinanti le immagini delle telecamere e gli eventuali riscontri sul precedente episodio raccontato dalla ragazza.
