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Milano in subbuglio: decathlon saccheggiato, 40 feriti e 50 arresti

Milano in subbuglio: decathlon saccheggiato, 40 feriti e 50 arresti

Milano sotto assedio: Decathlon saccheggiata, quaranta feriti e cinquantina di giovani arrestati nella notte del 17 ottobre.

Sabato 17 ottobre una manifestazione che partiva da piazza Duomo con l’obiettivo di denunciare il caro vita si è rapidamente trasformata in una scatenata ondata di violenza. Decine di giovani, spesso vestiti con tute e cappucci, hanno occupato le vie centrali di Milano, provocando scontri con le forze dell’ordine e distruggendo numerosi esercizi commerciali.

Incendio e saccheggio nella Decathlon di piazza Cairoli

Il Decathlon situato a pochi passi dal Castello Sforzesco è stato il primo bersaglio. Un gruppo di giovani è riuscito a sfondare le vetrine, irrompendo all’interno del negozio e portando via una notevole quantità di merce. Gli agenti in tenuta antisommossa sono arrivati sul posto pochi minuti dopo, ma i responsabili erano già fuggiti.

La rapina ha lasciato il negozio gravemente danneggiato e ha alimentato la tensione nella zona, dove le immagini di vetrine infrante si sono diffuse rapidamente sui social.

Dettaglio della risposta delle forze dell’ordine

Le forze dell’ordine hanno rischiato l’uso di lacrimogeni e cariche di maretti per disperdere i manifestanti, ma la folla ha reagito lanciando bombe di carta fuochi d’articolo e persino estintori.

In totale, circa cinquanta giovani sono stati trattenuti e condotti alla Questura di Milano, dove sono stati sottoposti a verifica d’identità.

Scontri intorno a piazza Duomo: bilancio di feriti e arresti

Le violenze si sono propagate lungo le vie limitrofe, interessando via Broletto, via Bossi e il corso Vittorio Emanuele II, dove anche negozi di marche internazionali come Footlocker e Nike sono stati oggetto di atti vandali. Il bilancio ufficiale indica circa quaranta feriti divisi quasi equamente tra manifestanti e agenti. Tre persone sono rimaste gravemente ferite, mentre altri hanno riportato solo contusioni da proiettile o da cadute.

Modalità della violenza e danni collaterali

I “maranza”, termine usato per descrivere i giovani incappucciati, hanno incendiato un bagno chimico di un cantiere in piazza Duomo, rovesciato transenne e cassonetti, e danneggiato un veicolo dei Carabinieri. Anche la rete della metro è stata colpita: diversi ingressi sono stati bloccati da barricate improvvisate, costringendo i passanti a percorrere percorsi alternativi.

Riconduzione delle proteste ad altre città: Bologna e Torino

Il fenomeno non si è limitato a Milano. A Bologna, nei pressi della stazione, gruppi di manifestanti hanno lanciato pietre, bottiglie e bombe di carta contro le forze dell’ordine, provocando l’uso di idranti e lacrimogeni. Decine di cassonetti e biciclette a noleggio sono stati incendiati; una decina di negozi ha subito danni alle vetrine, mentre sette persone sono state fermate.

A Torino, l’incursione più eclatante è avvenuta nella libreria Feltrinelli di Porta Nuova, dove i giovani hanno scaraventato libri a terra, creando scompiglio e danni al patrimonio culturale. Le autorità hanno impiegato idranti e lacrimogeni per disperdere la folla, con tre feriti e dodici fermati.

Le autorità politiche hanno reagito in maniera ferma. La premier Giorgia Meloni ha definito l’accaduto “inaccettabile” e ha evidenziato che gli episodi a Torino e Bologna “non possono essere ignorati”. Il leader della LegaMatteo Salvini ha condannato i disordini e ha rilanciato una proposta di legge per rafforzare la sicurezza urbana.

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