La storia di Saman Abbas è diventato un caso simbolo della lotta per la libertà ed i diritti delle donne, la giovane uccisa dalla sua stessa famiglia perché non voleva sottostare alle leggi imposte dalla sua religione, felice di aver trovato una nuova luce nel vivere all’occidentale, in particolare dopo aver trovato anche l’amore.
Ora a distanza di quasi 5 anni parla il fratello della ragazza uccisa.
Il fratello racconta gli orrori di quella notte
Ora Ali Haider ha 21 anni, orecchini ai lobi ed un sorriso contagioso ma con lo sguardo vigile, nell’intervista riportata da TGCom24 ripercorre quella notte di novembre, la notte che è costata la vita a Saman.
Spiega di aver visto lo zio portare Saman, prendendola per il collo, verso le serre dove poi l’avrebbe uccisa – Ali ha infatti ammesso che fu Danesh, lo zio, ad aver ammazzato la sorella.
Poi la fossa, già scavata dalla famiglia dove sarebbe finito il corpo di Saman, lo hanno riempito di bugie per non fargli scoprire la verità, una verità che lui sapeva benissimo.
Infine il particolare agghiacciante, lo zio che ha dormito accanto a lui la notte dell’omicidio, indossando gli stessi vestiti.
“Avevo voglia di ucciderlo ma non volevo andare in prigione” ha spiegato.
“Le donne devono fare ciò che vogliono”
Ali Haider spiega che sua sorella per lui è diventata un simbolo di libertà, lui non avrebbe saputo fare quello che ha fatto lei.
“Sono orgoglioso di lei” racconta nell’intervista e rispetto alle donne spiega “devono poter fare quello che vogliono” non essere vittime di cause legate a tradizioni come Saman, promessa in Pakistan, loro paese di origine, ad un cugino perché appartenente ad una casta superiore.
Sui genitori persi perché in carcere – “Mia mamma riesco andarla a trovare in carcere, era venuta in Italia per me, per il mio futuro. Saperla in una cella mi fa star male”.
