Il bimbo di due anni, trapiantato al Monaldi, è morto il 21 febbraio dopo aver ricevuto un cuore danneggiato il 23 dicembre. I carabinieri del Nas hanno acquisito documenti al Monaldi e l’avvocato della famiglia denuncia una cartella clinica incompleta, priva del diario di perfusione che potrebbe chiarire le fasi dell’intervento.
Famiglia e comunità in lutto: nasce la fondazione in memoria di Domenico
Intanto la famiglia di Domenico vive il lutto a casa a Nola, dove Patrizia Mercolino, madre del piccolo, per la prima volta in due mesi non è uscita, condividendo il dolore con il marito Antonio e i due figli maggiori. Ha ribadito il suo desiderio: “Voglio tutta la verità… devo avere giustizia per mio figlio, me lo devono“. La donna, insieme all’avvocato Petruzzi, avvierà la costituzione di un comitato di raccolta fondi presso un notaio napoletano per dare vita a una fondazione intitolata a Domenico, con un capitale iniziale di almeno 30mila euro. L’obiettivo sarà sostenere bambini con problemi di salute e famiglie vittime di malasanità.
Il memoriale davanti al Monaldi continua a crescere, tra fiori, peluche e messaggi come: “Non dovevi diventare una notizia, dovevi diventare grande“. Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso cordoglio, sollecitando “le autorità competenti a fare piena luce“.
I funerali si terranno nella cattedrale di Nola, scelta per ospitare l’intera comunità e consentire un ultimo saluto al piccolo.
Bimbo trapiantato morto a Napoli, i Nas al Monaldi e nuove accuse: “Cartella clinica incompleta”
Le autorità stanno accelerando le verifiche sulla morte del piccolo Domenico, deceduto a seguito di un trapianto cardiaco compromesso. I carabinieri del Nas sono tornati all’ospedale Monaldi per acquisire ulteriori atti, mentre l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, solleva nuove criticità: “Dalla cartella clinica ricevuta manca il diario di perfusione, ossia il tracciato della circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore, prima di impiantare quello danneggiato“. Questa omissione sarà segnalata ufficialmente in procura.
La settimana si preannuncia cruciale: sarà fissata l’autopsia per eseguire analisi sul cuore impiantato il 23 dicembre e valutare eventuali errori in fase di prelievo o l’impatto dell’uso del ghiaccio secco durante il trasporto da Bolzano. Particolare attenzione è rivolta al contenitore utilizzato, una plastica anziché i box tecnologici con controllo della temperatura, e alla provenienza del ghiaccio artificiale.
Sono attese nuove iscrizioni nel registro degli indagati; finora sei sanitari del Monaldi, tra medici e paramedici, hanno ricevuto avvisi di garanzia. Le indagini comprendono anche il sequestro dei cellulari degli indagati e della salma del bambino, mentre i documenti acquisiti a Bolzano aiuteranno a ricostruire la catena di responsabilità.