> > Botta e risposta con Glauko

Botta e risposta con Glauko

glauko 2026

Glauko è un nome sempre più in ascesa nel variegato universo della Afro House, grazie ad uno stile che coniuga i ritmi africani con una visione sonora molto moderna: Glauko trasferisce tutto questo nei suoi set in giro per l’Europa – da Amsterdam a Montecarlo – nelle sue produzioni e nei suo...

Glauko è un nome sempre più in ascesa nel variegato universo della Afro House, grazie ad uno stile che coniuga i ritmi africani con una visione sonora molto moderna: Glauko trasferisce tutto questo nei suoi set in giro per l’Europa – da Amsterdam a Montecarlo – nelle sue produzioni e nei suoi remix – spiccano quelli per Meduza e Sidekick & Neil Amareil – in particolare per la label mozambicana My Other Side of The Moon.

E proprio per questa cangiante etichetta discografica ha realizzato i brani “All I Need Is You” e “Outside”, quest’ultimo realizzato insieme a Eran Hersch.

Quando hai deciso di fare il DJ?
In realtà non c’è mai stato un momento preciso in cui ho deciso di fare il DJ. Diciamo che la musica, e in particolare la figura del DJ, mi ha sempre affascinato, soprattutto per la capacità di trasmettere emozioni attraverso la scelta di un brano e, allo stesso tempo, per la reazione che quel brano riesce a creare nel pubblico.

Ho iniziato quasi per gioco, alle feste scolastiche organizzate nei garage di amici, semplicemente per divertimento. Poi col tempo quella passione è cresciuta sempre di più ed è diventata parte della mia vita.

I tuoi DJ preferiti?
Ci sono diversi artisti che stimo molto, sia per la tecnica che per la personalità musicale.

Mi piacciono i DJ che riescono ad avere un’identità forte e a trasmettere qualcosa di vero attraverso la musica. Uno di questi è sicuramente Bob Sinclar; ne ammiro tantissimo la cultura musicale e la capacità di adattarsi a situazioni sempre diverse, leggendo il pubblico e costruendo il set in base all’energia del momento. Un altro nome che posso fare è Axwell, per il carisma e la presenza scenica incredibile che ha dietro la consolle.

I tuoi club e festival preferiti?
Per quanto riguarda i club, mi piacciono molto le situazioni più ibizenche, con quell’atmosfera libera e internazionale che riesce sempre a trasmettere energia positiva. Tra i festival, il Kappa FuturFestival mi ha sorpreso davvero tanto in positivo: è un festival italiano organizzato a livelli altissimi. Ovviamente poi il fascino del Coachella, con il deserto sullo sfondo, resta qualcosa di unico.

Come definiresti la musica che suoni e produci?
Onestamente faccio fatica a definire la musica che produco, perché ho approcci diversi. Ci sono i miei progetti personali, dove metto dentro molto di me, ma produco anche per altri artisti appartenenti a generi musicali molto diversi, e in quel caso cambia completamente il modo di lavorare. Quando lavori per qualcun altro ti metti più al servizio dell’artista, mentre nei progetti personali c’è inevitabilmente un coinvolgimento emotivo molto più forte.

Il momento che ricordi con più piacere nella tua vita da DJ?
Il ricordo più bello è legato al mio primo club estivo sul mare. All’epoca ero davvero un ragazzino e mi occupavo dell’apertura e della chiusura della serata. Ricordo ancora la prima volta in console: fu un’esperienza incredibile ma anche molto adrenalinica, perché oltre all’entusiasmo c’era anche tanta tensione. Iniziai a mezzanotte e dopo neanche mezz’ora, alzando la testa tra un disco e l’altro, mi ritrovai davanti quasi mille persone dentro il locale.

Il momento più assurdo o imbarazzante?
Oggi ci si ride sopra, ma in quel momento fu abbastanza assurdo. Sempre nello stesso locale avevamo ospiti ogni weekend e una sera uno dei jet CO₂ sopra la consolle finì la bombola proprio durante il set. Quando venne azionato, per via della condensa creata dallo sbalzo termico, iniziò a gocciolare direttamente sul CDJ, che continuava a spegnersi mentre il guest aveva appena iniziato a suonare. In quel momento non sapevamo davvero dove mettere le mani.

Come trascorri il tempo libero?
Nel tempo libero cerco soprattutto un po’ di tranquillità, perché durante la settimana è sempre tutto molto frenetico. Mi piace stare al mare, visitare posti nuovi e, quando riesco, organizzare qualche weekend tranquillo per staccare un po’.

Come ti rapporti con i social network?
Purtroppo non sono mai stato bravissimo con i social. So bene che oggi sono diventati una parte molto importante, a volte anche decisiva, però non mi è mai venuto naturale usarli più di tanto. Adesso però sto cercando di mettermi al passo e di sfruttare queste piattaforme nel modo migliore, ma sempre cercando di rimanere me stesso.

I tuoi prossimi progetti?
Ho tanti progetti in cantiere e spero possano portarmi a collaborare con artisti importanti e di grande livello. Sto lavorando molto sulla musica e sicuramente nei prossimi mesi ci saranno tante novità.

Quanto è importante trovare la giusta etichetta discografica?
Secondo me trovare la giusta etichetta è fondamentale, perché può incidere tantissimo sulla vita di un brano: una buona label sa come valorizzarlo e come farlo arrivare nel modo giusto al pubblico. Sicuramente My Other Side of the Moon è stata un grande trampolino di lancio per me, perché mi ha dato la possibilità di pubblicare su un’etichetta già molto credibile nel panorama afro house. Inoltre ha sempre valorizzato i miei lavori nel migliore dei modi, facendo un lavoro davvero ottimo.

Glauko spotify