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Botta e risposta con Katerina X

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Con Crave Me, uscito il 6 marzo per l’etichetta londinese More Than A Feeling, Katerina X conferma una traiettoria artistica sempre più definita e internazionale. Songwriter multiplatino, DJ, vocalist e producer di base a Londra, l’artista continua a costruire un linguaggio sonoro personale, ca...

Con Crave Me, uscito il 6 marzo per l’etichetta londinese More Than A Feeling, Katerina X conferma una traiettoria artistica sempre più definita e internazionale. Songwriter multiplatino, DJ, vocalist e producer di base a Londra, l’artista continua a costruire un linguaggio sonoro personale, capace di muoversi con naturalezza tra tensione emotiva e pulsazione elettronica. Il nuovo singolo si inserisce perfettamente in questo percorso: un brano ipnotico e avvolgente, costruito su una struttura essenziale e guidata dal groove, dove stratificazioni corali, texture melodiche e calore organico convivono in equilibrio.

Dopo aver firmato brani per artisti come Kelly Rowland, Madcon, Girls’ Generation e Offaiah, e dopo aver pubblicato musica su etichette come Defected, Armada e Mixmash, Katerina X continua ad affermare una presenza sempre più riconoscibile anche nel suo progetto solista. Tra club iconici, venue internazionali e collaborazioni con alcuni dei nomi più rilevanti della scena elettronica contemporanea, il suo percorso si distingue per una cifra espressiva che unisce intensità, sensualità e visione.

In questa intervista racconta il suo rapporto con la produzione, il modo in cui immagina il dancefloor, il legame con la scrittura e i prossimi passi di una fase artistica in piena espansione

Ciao Katerina, e benvenuta su notizie.it

Quando hai deciso di iniziare a produrre musica?

La mia prima lezione ufficiale di produzione è arrivata durante il Covid, nel 2020, ma in realtà utilizzavo già Logic da oltre dieci anni per registrare e lavorare sulle voci, quindi avevo già una buona familiarità con la DAW.
Prima di dedicarmi pienamente alla produzione, scrivevo per altri artisti mentre, parallelamente, costruivo anche il mio percorso come artista. Ho sempre avuto un orecchio molto istintivo e mi capitava spesso di immaginare linee di basso e melodie che poi finivano per diventare parte integrante dell’identità finale dei brani.

Quando hai capito che la musica sarebbe stata la tua strada?

La musica è la mia strada da quando avevo circa nove anni e calcavo il palco del West End. Non ricordo un momento in cui abbia davvero desiderato fare altro.
Nel tempo il mio percorso si è trasformato naturalmente: prima cantante, poi songwriter, DJ e infine producer. Oggi tutto questo confluisce nel mio modo di fare musica.

Chi sono i tuoi artisti preferiti?

Dipende molto dal contesto. A casa ascolto una gamma molto ampia di artisti, attraversando generi e periodi diversi: dalla world music al trip hop, passando per r&b, soul e reggae.
Se parliamo invece del mondo dance, non c’è un solo artista che sento di seguire in modo assoluto. Per me conta sempre prima di tutto la musica. Sicuramente, però, sono stata ispirata da live act come RÜFÜS DU SOL, Bob Moses e WhoMadeWho, così come da DJ come Damian Lazarus e Carl Cox.

E i tuoi club e festival preferiti?

Non ne ho uno in assoluto. Può capitarti di suonare più volte nello stesso posto e vivere ogni volta un’esperienza completamente diversa: dipende dall’energia del momento.
Detto questo, adoro esibirmi all’aperto, soprattutto in luoghi iconici come Cova Santa, a Ibiza.

Come descriveresti, dal punto di vista sonoro, la tua ultima release “Crave Me”?

La descriverei come un brano di organic house con texture deep house. Al suo interno convivono anche stratificazioni corali e una componente spoken word molto sensuale.
C’è qualcosa di profondamente spirituale in questo pezzo. Si muove in una dimensione sospesa tra l’organico, l’emotivo e un immaginario quasi ultraterreno.

Qual è il momento più bello della tua carriera musicale che ricordi?

È una domanda difficile, perché i momenti belli sono stati davvero tanti.
Dall’esibirmi sul palco da bambina al mio primo numero uno come songwriter, fino al primo assegno per le royalties, alla firma del mio primo contratto editoriale in esclusiva e al mio primo DJ set. Potrei continuare a lungo.
Mi sento molto fortunata ad aver vissuto così tanti momenti speciali e ad aver incontrato, grazie alla musica, persone straordinarie.

E il momento più assurdo o imbarazzante?

Per fortuna, almeno finora, niente di davvero catastrofico… magari deve ancora arrivare! Haha.

Cosa fai nel tempo libero?

In realtà faccio piuttosto fatica a staccare, perché sono sempre in movimento. Ma amo stare nella natura, soprattutto camminare e fare escursioni: è la mia forma di meditazione.
Mi piace anche cucinare, quando riesco a ritagliarmi un po’ di tempo. E, a essere sincera, ogni volta che ho un momento libero finisco quasi sempre per tornare a fare musica.

Che rapporto hai con i social media?

Onestamente, probabilmente non avrei nemmeno un account social se non facessi questo lavoro. A volte li trovo davvero alienanti, soprattutto quando finisco intrappolata nel meccanismo del doomscrolling.
Allo stesso tempo, però, sono consapevole di quanto siano importanti per costruire e far crescere una fanbase, quindi ci investo parte del mio tempo. Cerco semplicemente di trovare un equilibrio con ciò che tutela davvero il mio benessere mentale.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Sto progettando di lanciare la mia etichetta entro la fine dell’anno.
Ho molta musica che non trova davvero spazio altrove e sento che esiste un vuoto, oggi, per il tipo di suono che vorrei pubblicare. Per questo mi sembra il momento giusto per creare una piattaforma personale, che in futuro possa forse accogliere anche altri artisti.

instagram.com/katerinaxmusic/