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Caso Saguto: Pg, 'non è processo all'antimafia, per noi un dolore lancinante'/Adnkronos (3)

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(Adnkronos) – Ma come nasce, dunque, l'inchiesta che ha portato al processo a Silvana Saguto e al suo 'cerchio magico'? Per caso. Da una intercettazioni in un autosalone a Gela (Caltanissetta), tra un dipendente del salone e un finanziere. A raccontarlo, proseguendo la requisitoria, è la Procuratrice di Caltanissetta, Lia Sava, nel processo d'appello a carico del 'cerchio magico' dell'ex giudice radiata dalla magistratura e condannata in primo grado a otto anni e mezzo.

"Anche un fatto processuale è la sua genesi, e mi sembra importante in questa sede ricordare qual è stata la genesi di questo processo – dice Sava – Peraltro le carte che dimostrano qual è stata la genesi di questo processo sono state depositate in primo grado e sono agli atti di questo rocesso". E sottolinea ancora: "Le indagini di questo processo non sono scaturite da nessun input giornalistico, le indagini che hanno dato origine a questo processo hanno una genesi di tutt'altra e più consistente matrice rispetto al sollecito massmediatico".

Ed ecco cosa accadde nel 2014: "La Dda di Caltanissetta aveva avviato una indagine sul territorio di Gela – dice – che riguardavano una nota concessionaria di autovetture e nel corso di una conversazione tra un militare della Gdf e una della concessionaria. La Dda comprese che questo dipendente si lamentava del fatto che per l'acquisto di 10 vetture dalla concessionaria Bmw era stata pagato una somma di mille euro, cento euro a macchina, probabile frutto di una attività estorsiva.

Ecco perché la Procura di Caltanissetta trasmetteva per competenza copia dell'annotazione alla Procura di Palermo. Questo è il primo atto di interesse. Cosa fa la Procura di Palermo? Avvia una indagine e individua la concessionaria nella Nuova Sport Car, che era sotto amministrazione giudiziaria in danno degli eredi Rappa". "Sei mesi dopo la Procura di Palermo trasmetteva una annotazione di indagine alla Procura di Caltanissetta perché dalle intercettazioni che erano state inviate e dall'ufficio panormita erano emersi profili di responsabilità in capo alla dottoressa Saguto in relazione alla gestione delle misure di prevenzione.

E la procura di Caltanissetta iscrive Saguto nel registro degli indagati".

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