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Barzana, giovane ciclista travolto e ucciso durante un allenamento: chi era la vittima

ciclista travolto e ucciso

Provincia di Bergamo sotto choc: ciclista di 18 anni travolto e ucciso durante un allenamento, riaperto il dibattito sulla sicurezza stradale.

Domenica pomeriggio Barzana, in provincia di Bergamo, è stata teatro di una tragedia sulle strade. Il giovane ciclista Under 23 del Team Goodshop Yoyogurt, è stato travolto e ucciso da un’auto mentre si allenava: i soccorsi sono arrivati tempestivamente, ma non hanno evitato il peggio.

Ciclista travolto e ucciso a Barzana durante un allenamento

Il giovane è stato travolto da un’auto mentre si allenava lungo la provinciale 175 a Barzana, nel primo pomeriggio di domenica. L’impatto, violentissimo, ha distrutto la sua bici e i soccorsi – Polizia Stradale, auto medica e ambulanza della Croce Blu di Almenno San Salvatore – non hanno potuto salvargli la vita.

La notizia ha colpito profondamente il Team Goodshop Yoyogurt, squadra piemontese Under 23 in cui Francesco correva: “È una domenica molto triste per noi. Ci lascia troppo presto il nostro Francesco. Porteremo sempre con noi il tuo sorriso e la tua grinta che ti spingevano a inseguire il tuo sogno. Sei e resterai sempre un nostro Orange“. Anche il Comitato Regionale Piemonte della Federazione Ciclistica Italiana ha ricordato il giovane atleta come “un talento che guardava al futuro con entusiasmo“, sottolineando l’amore di Francesco per il ciclismo e la sua passione per la vita in sella.

Ciclista travolto e ucciso a Barzana durante un allenamento: chi era la vittima di 18 anni

Come riportato l’Eco di Bergamo, Francesco era nato l’8 marzo 2007 e frequentava il Liceo Scientifico Scienze Applicate Maironi di Ponte di Presezzo. La sua carriera ciclistica era iniziata tra i Giovanissimi dell’Almenno, proseguendo con l’Uc Osio Sotto e la Travel Service da juniores, fino all’approdo negli Under 23 del Team Goodshop Yoyogurt.

La morte di Francesco riporta drammaticamente l’attenzione sulla sicurezza dei ciclisti sulle strade italiane. Il parlamentare e presidente della Lega del ciclismo professionistico, Roberto Pella, ha ribadito la necessità di un “cambio culturale nel rapporto tra utenti della strada, un rafforzamento dei controlli e una cornice normativa chiara e applicabile“.