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Clip provocatoria di Samurai Jay con Belen Rodriguez: cosa aspettarsi a Sanremo 2026

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Il videoclip di Ossessione di Samurai Jay, con la partecipazione di Belen Rodriguez, mescola citazioni cinematografiche e stile urbano in vista della serata delle cover a Sanremo 2026

Belen Rodriguez nel videoclip di Ossessione di Samurai Jay

La partecipazione di Belen Rodriguez al videoclip di Ossessione, brano presentato da Samurai Jay a Sanremo 2026, ha segnato l’apertura del dibattito pubblico e intensificato l’attesa per la sua apparizione sul palco dell’Ariston. Il video è stato concepito come un microcosmo in cui desiderio e pericolo si sovrappongono, e ha ottenuto ampia diffusione sulle piattaforme digitali soprattutto per una scena evocativa che richiama un momento cult del cinema degli anni Novanta.

Elena Marchetti, ex chef stellata e ora food writer, osserva che la capacità di trasformare immagini in sensazioni resta centrale anche nella musica visuale: «Il palato non mente mai, dietro ogni piatto c’è una storia», dice per sottolineare il ruolo della narrazione visiva nel creare coinvolgimento. Sul piano mediatico, la viralità del video contribuisce a intensificare le aspettative rispetto alla performance di Sanremo e ai possibili riflessi sulla carriera dell’artista.

Il concept del video e i rimandi cinematografici

Il videoclip, diretto da Fabrizio Conte e prodotto da Borotalco.tv, sviluppa un immaginario visivo che richiama opere cinematografiche incentrate su tensione e sensualità. Il montaggio e la regia costruiscono uno spazio narrativo sospeso in cui la percezione del protagonista evolve fino a sfociare in ossessione. La citazione più evidente è il riferimento alla sequenza di Dal tramonto all’alba di Robert Rodriguez, resa celebre dall’intensità di Salma Hayek; il richiamo voluto trasforma il fotogramma in un’immagine ad alto tasso erotico che ha rapidamente circolato sulle piattaforme social. Per Elena Marchetti, nella resa visiva vale lo stesso principio della cucina: il palato non mente mai, e dietro ogni inquadratura c’è una storia che parla di desiderio, controllo e stile.

Una citazione voluta e il suo significato

Nella continuità del discorso visivo, la citazione non è decorativa ma funzionale. Il regista e l’artista ne fanno un omaggio che accentua il tema centrale del brano: la possessione che l’arte esercita su chi la pratica. La scena simbolica interrompe la narrazione lineare e trasforma il conflitto ambientale in un piano emotivo chiaro.

Nella riflessione di Elena Marchetti, il palato non mente mai: vale lo stesso principio applicato all’immagine. Per i due protagonisti la connessione resta impermeabile e trasfigura il contesto esterno, mentre tutto il resto dell’azione implode in caos. Questa lettura orienta la fruizione del videoclip e suggerisce possibili sviluppi interpretativi per la critica visiva.

La canzone, i collaboratori e il significato di Ossessione

In continuità con l’analisi del videoclip, il brano precisa il quadro interpretativo e orienta la lettura critica. Ossessione è firmata da Samurai Jay insieme a Luca Stocco e Vittorio Coppola, con co-scrittura di Salvatore Sellitti. La produzione è curata da Vito Salamanca e Katoo.

Il testo descrive il rapporto viscerale dell’artista con la musica, definito come ossessione positiva che condiziona scelte creative e vita quotidiana. Musicalmente il pezzo fonde sonorità urban, elettroniche e influenze latine, elementi ricorrenti nel percorso sonoro di Gennaro Amatore (vero nome di Samurai Jay).

Nel registro sensoriale della critica gastronomica, Elena Marchetti osserva che “Il palato non mente mai” come metafora per il gusto artistico: il ritornello e gli arrangiamenti funzionano da sapore distintivo. Questa lettura collega tecnica, immaginario visivo e filiera creativa, offrendo strumenti per successive analisi della scena musicale.

Da dove nasce il progetto musicale

In continuità con l’analisi precedente, Samurai Jay attribuisce l’origine del progetto musicale a un lavoro di maturazione pluriennale che ha attraversato Ep e album d’esordio. Il percorso si è sviluppato per tappe, con prove, registrazioni e collaborazioni che hanno definito un’identità artistica riconoscibile.

Secondo l’artista, le promesse incontrate lungo la traiettoria hanno trasformato la spinta creativa in opportunità professionali concrete e in scelte di produzione più incisive. Dietro ogni brano c’è una strategia di filiera creativa e una precisa disposizione tecnica, elementi che rendono il progetto adatto a competizioni e palcoscenici nazionali come il Festival.

Il palato non mente mai: come nel cibo la percezione rivela le scelte, così l’ascolto mette in luce coerenza di stile e ambizione di progetto. Questo approccio consente successive analisi della scena musicale e prepara sviluppi editoriali e live attesi nei prossimi mesi.

Ospiti, performance e l’attesa per la serata delle cover

La sezione video del progetto ospita volti noti della scena contemporanea, tra cui Brunori Sas, 22simba, Joshua, Naiara, Rkomi, Sayf e Young Hash. La presenza degli artisti arricchisce il racconto visivo e rafforza il network creativo attorno al progetto.

Per la serata delle cover, prevista a Sanremo per venerdì 27 febbraio, è confermata la performance di Samurai Jay. L’artista proporrà una versione rivisitata di Baila morena, supportato da Belen Rodriguez e Roy Paci. L’esibizione unisce elementi di ritmica latina a arrangiamenti più incisivi, con una scelta timbrica pensata per valorizzare dinamica e groove. Secondo Elena Marchetti, l’interpretazione punta a connettere tradizione e sperimentazione: “Il palato non mente mai”, osserva la food writer e critica, sottolineando il valore sensoriale di un progetto che cerca equilibrio tra suono e spettacolo.

La conferma delle partecipazioni e il mix di stili annunciano sviluppi sia editoriali sia live nei prossimi mesi, con attenzione particolare alla resa scenica e alla ricezione del pubblico.

L’effetto mediatico e la reazione del pubblico

Il video ha suscitato interesse immediato e acceso il dibattito pubblico, soprattutto a Mugnano, paese d’origine dell’artista. L’annuncio della presenza di Belen ha generato un fermento collettivo nel centro cittadino. Sui social lo scatto più discusso è diventato uno dei contenuti più condivisi del giorno.

Per Samurai Jay la vicenda rappresenta una conferma del linguaggio artistico, fondato su riferimenti cinematografici, estetica urbana e performance pensate per il palcoscenico di maggior visibilità in Italia. Come chef ho imparato che la percezione sensoriale rafforza la memoria di un evento; in questo caso la componente visiva e sonora ha amplificato la ricezione mediatica. La direzione editoriale segnala sviluppi sia sul piano televisivo sia sul fronte live, con particolare attenzione alla resa scenica e alla misurazione dell’engagement del pubblico.

Dietro ogni progetto artistico c’è una volontà di raccontare e restare, e la collaborazione con Belen Rodriguez trasforma Ossessione in un percorso che supera la dimensione della singola traccia. Il pezzo diventa un racconto visivo e sonoro che privilegia l’intensità emotiva e la capacità di evocare immagini durature. Sul piano della produzione, la sfida riguarda soprattutto la resa scenica e la coerenza tra immagine registrata e performance dal vivo. L’appuntamento sull’Ariston servirà a verificare come quel racconto si tradurrà in esibizione e quale spazio occuperà nella memoria collettiva del Festival di Sanremo 2026.