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Usa e Iran tornano al tavolo: venerdì riprendono i colloqui sul nucleare a Muscat

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Dopo una fase di dubbi su luogo e contenuti, Iran e Stati Uniti rilanciano il dialogo con un incontro bilaterale fissato per venerdì a Muscat.

Le tensioni tra Usa e Iran sul programma nucleare sembrano trovare una nuova occasione di dialogo. Dopo ore di incertezze e divergenze sull’agenda dei negoziati, le due potenze hanno confermato un incontro bilaterale a Muscat, segnalando la ripresa dei colloqui per affrontare questioni cruciali come le scorte di uranio iraniano, i missili balistici e il sostegno regionale alle milizie filo-iraniane.

Usa-Iran: divergenze sull’agenda e mediazione internazionale

Le principali tensioni restano sull’agenda dei colloqui. L’Iran insiste per trattare esclusivamente la questione nucleare e le proprie scorte di uranio arricchito, mentre gli Stati Uniti vogliono discutere anche il programma missilistico iraniano e il sostegno di Teheran a milizie regionali, da Hezbollah alla Jihad islamica palestinese fino agli Houthi yemeniti.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che “affinché i colloqui con l’Iran portino a qualcosa di significativo, dovrebbero includere certi elementi”, sottolineando la necessità di affrontare sia il programma nucleare sia le attività militari e il trattamento della popolazione iraniana.

Teheran, dal canto suo, ha ribadito che “la questione principale è la questione nucleare iraniana” e che una delle priorità resta la revoca delle sanzioni statunitensi. Intanto, l’inviato americano Steve Witkoff e Jared Kushner, genero di Trump, sono previsti in Qatar e in Abu Dhabi per discutere della crisi ucraina e coordinare la strategia sul dossier iraniano, segno che gli Stati Uniti intendono mantenere aperta la via diplomatica, almeno per ora.

Nonostante le divergenze, le parti sembrano aver evitato il collasso dei colloqui, offrendo una possibilità concreta di compromesso e riducendo il rischio di nuove tensioni militari nella regione.

Usa‑Iran, colloqui sul nucleare: dopo fase di incertezza si torna al tavolo a Muscat

Dopo giorni di incertezze e tensioni diplomatiche, le trattative sul nucleare tra Washington e Teheran sono state confermate per venerdì 6 febbraio alle 10 del mattino a Muscat, come annunciato dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi su X. L’incontro sembrava a rischio, con un funzionario israeliano che aveva definito il divario tra le parti “troppo ampio da non poter essere colmato”, soprattutto per le divergenze sulla sede e sul formato dei negoziati.

Inizialmente previsto a Istanbul con la partecipazione di altri Paesi arabi e musulmani, l’incontro era stato richiesto dall’Iran esclusivamente in forma bilaterale. Secondo Axios, la pressione esercitata da leader arabi e musulmani sull’amministrazione Trump ha portato gli Stati Uniti ad accettare l’incontro, in “rispetto” delle richieste degli alleati e per “continuare a seguire la via diplomatica”.

Questa decisione ha scongiurato almeno temporaneamente il rischio di un’escalation militare, aprendo una finestra per il dialogo diretto tra le due nazioni.