L’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte di forze statunitensi ha scosso la scena internazionale, sollevando interrogativi legali e politici senza precedenti. L’operazione, pianificata mesi prima e realizzata con un blitz notturno di grande coordinamento militare, evidenzia il confine sempre più sottile tra azione militare e diritto internazionale. Ecco come è stato catturato.
Come è stato catturato Maduro: controversie legali e implicazioni Internazionali
Nonostante l’efficacia tattica del blitz, l’azione solleva dubbi rilevanti sotto il profilo del diritto internazionale. L’incursione statunitense è avvenuta senza mandato dell’ONU, senza il consenso del governo venezuelano e in chiara violazione della sovranità nazionale. Come osservato da esperti, la cattura di un capo di Stato in carica tramite un intervento armato straniero costituisce un precedente delicatissimo, con potenziali ripercussioni diplomatiche e rischi di escalation regionali.
La fase operativa ha combinato intelligence satellitare, fonti locali e un piano mirato a ridurre al minimo i danni ai civili. Tuttavia, stando alle ricostruzioni di New York Times e La Repubblica, il bilancio delle vittime potrebbe superare le 40 persone, mentre Washington rivendica l’assenza di perdite proprie: “Non abbiamo perso né soldati né mezzi”, ha dichiarato Trump.
L’operazione, denominata “Absolute Resolve”, sembra anche aver beneficiato di informazioni interne al regime, suggerendo possibili tradimenti o complicità nell’entourage di Maduro. La complessità del raid, la rapidità dell’azione e la precisione dei reparti d’élite hanno reso evidente come la pianificazione sia stata “costruita nei minimi dettagli”, ma la legalità e le conseguenze geopolitiche restano tutte da valutare.
Come è stato catturato Maduro: Delta Forze e l’operazione segreta con blitz di 46 secondi
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite terrà domani una riunione straordinaria per discutere dell’operazione statunitense in Venezuela che ha portato all’arresto del presidente Nicolás Maduro. La convocazione, annunciata dalla presidenza di turno somala, è fissata per le 10 del mattino ora locale di New York (16 in Italia), come riportato dall’agenzia Xinhua.
L’operazione, ordinata direttamente dal presidente Donald Trump, ha preso forma dopo mesi di pianificazione da parte della CIA e delle unità speciali Delta Force. L’incursione, scattata tra la notte del 2 e 3 gennaio, ha visto oltre 150 velivoli decollare da più di venti basi, includendo bombardieri, caccia F-35, droni e elicotteri d’attacco, per colpire obiettivi strategici e neutralizzare la difesa aerea venezuelana.
“Prima di atterrare nel luogo in cui si trovava Maduro, le forze americane hanno probabilmente lanciato attacchi per ridurre al minimo le capacità di risposta dell’esercito venezuelano e della Guardia Bolivariana“, ha dichiarato al Sole 24Ore l’analista militare americano Jason H. Campbell.
Il presidente e sua moglie sono stati catturati all’interno della residenza presidenziale di Fuerte Tiuna in meno di un minuto: Trump ha dichiarato che l’arresto ha richiesto “46 secondi”, mentre Marco Rubio ha precisato che si è trattato “non di un atto di guerra, ma dell’esecuzione di un provvedimento giudiziario”.