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Coppia trovata morta in tenda: lei era incinta di 8 mesi. Le ipotesi

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Nella mattinata del 21 febbraio 2026 una coppia è stata trovata senza vita in una tenda lungo il fiume Tronto ad Ascoli: la pista principale è l'intossicazione da monossido di carbonio, ma gli accertamenti proseguono

Due giovani trovati morti sotto il ponte a Ascoli Piceno

La mattina del 21 febbraio 2026 sono stati rinvenuti senza vita i corpi di due giovani sulle sponde del fiume Tronto, ad Ascoli Piceno. I cadaveri sono stati trovati all’interno di una piccola tenda montata sotto il ponte della circonvallazione in via San Serafino da Montegranaro.

La vittima femminile è stata identificata come Maria Alejandra Nigrotti, 32 anni, di origine colombiana. L’uomo è stato identificato come Evandro Maravalli, 29 anni, di origine brasiliana.

Secondo le prime ricostruzioni la donna era in stato di gravidanza e attendeva il parto. Le autorità locali hanno avviato accertamenti per stabilire le cause del decesso e le circostanze dell’accaduto.

Le indagini sono in corso e saranno forniti aggiornamenti dalle fonti ufficiali non appena disponibili.

Scoperta e intervento dei soccorsi

L’allarme è stato lanciato dopo che un’amica non è riuscita a mettersi in contatto con la donna e ha avvisato i servizi di emergenza. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il personale sanitario del 118, i carabinieri e la polizia. I soccorritori hanno seguito la stradina che costeggia il ponte fino al greto del fiume e hanno rinvenuto la coppia già priva di vita. Il cane era rimasto accanto ai corpi ed è stato preso in custodia dagli operatori.

Primi rilievi e osservazioni

Il medico legale, durante i rilievi preliminari, non ha riscontrato segni evidenti di aggressione o violenza sui corpi. La polizia scientifica ha eseguito accertamenti sulla tenda e sull’area circostante per ricostruire la dinamica dei fatti. La Procura di Ascoli ha aperto un fascicolo e coordina le indagini, che proseguiranno con esami e accertamenti tecnici.

Ipotesi investigativa e possibili cause

La Procura coordina le indagini e, al momento, l’ipotesi più accreditata dagli inquirenti è quella di un’intossicazione da monossido di carbonio. All’interno della tenda è stata rinvenuta una stufetta utilizzata per riscaldarsi, una soluzione improvvisata che aumenta il rischio in ambienti chiusi o scarsamente ventilati. Gli investigatori, tuttavia, mantengono aperte tutte le piste in attesa degli esami tecnici.

Accertamenti medico-legali

Le salme sono state trasferite all’obitorio dell’ospedale Mazzoni, dove è prevista l’esecuzione dell’autopsia. La Procura potrà disporre analisi tossicologiche per accertare la presenza di sostanze che possano avere contribuito al decesso. Il magistrato di turno ha seguito le operazioni sul posto insieme al medico legale dell’Azienda sanitaria territoriale.

I risultati degli accertamenti medico-legali saranno valutati dalla Procura e integrati con gli esiti delle indagini tecniche.

La ricostruzione delle ultime ore e il contesto sociale

Gli investigatori della squadra mobile della questura, con il supporto del reparto scientifico, stanno ricostruendo le ultime ore di vita della coppia. Le attività si concentrano su dichiarazioni di amici, conoscenti e persone che avevano avuto contatti recenti con loro.

Dalle prime ricostruzioni emerge che i due erano seguiti dai servizi sociali del Comune. Alla donna era stato proposto un alloggio, ma fonti investigative riferiscono che ella aveva scelto di restare vicino al compagno, attualmente disoccupato. Entrambi avrebbero continuato a vivere in condizioni precarie lungo le sponde del fiume.

I risultati degli accertamenti medico-legali saranno valutati dalla Procura e integrati con gli esiti delle indagini tecniche. Gli inquirenti proseguiranno le audizioni per chiarire dinamiche e responsabilità e attenderanno gli esami tossicologici per confermare le ipotesi investigative.

Segnalazioni precedenti

Nei giorni precedenti al ritrovamento erano arrivate varie segnalazioni sulla presenza di persone accampate nella zona del Tronto. Alcuni residenti riferirono di aver avuto contatti con la coppia e manifestarono preoccupazione per lo stato di salute della donna in gravidanza. Testimoni dissero di aver invitato i giovani a non avvicinarsi al fiume per motivi di sicurezza.

Prossimi passi delle indagini

Le indagini proseguiranno con accertamenti tecnici e con l’analisi delle testimonianze raccolte sul posto. Gli investigatori attendono i risultati degli esami tossicologici per confermare o escludere l’ipotesi di intossicazione. Il magistrato potrà nominare un consulente tecnico per approfondire aspetti specifici della vicenda e valutare i rilievi del reparto scientifico.

La priorità investigativa resta stabilire con precisione le cause della morte dei due giovani e del feto. Nei prossimi giorni proseguiranno le audizioni dei testimoni e l’esame della documentazione sanitaria disponibile. Gli sviluppi saranno comunicati non appena gli esami forensi forniranno elementi utili alle indagini.

Questa tragedia riaccende il dibattito pubblico sulle persone che vivono in condizioni di marginalità. La vicenda di Alejandra ed Evandro, pur seguiti dai servizi, evidenzia i limiti pratici dell’assistenza e del reinserimento sociale. Le istituzioni locali e i servizi sociali sono chiamati a valutare percorsi più efficaci per ridurre la precarietà e prevenire esiti simili. Gli sviluppi delle indagini e gli esiti delle analisi forensi forniranno elementi utili per eventuali interventi mirati.