La tragedia di Capodanno a Crans-Montana, dove un incendio in discoteca ha causato 40 morti e 116 feriti, ha riacceso i riflettori sulla sicurezza nei locali. In risposta, le autorità italiane hanno intensificato i controlli su discoteche e bar, verificando norme antincendio, capienza e condizioni igienico-sanitarie per prevenire simili tragedie.
Crans-Montana, cambiano i controlli nei locali in Italia: la direttiva urgente di Piantedosi
Come riportato dall’Ansa, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha inviato una direttiva ai prefetti per rafforzare i controlli, soprattutto sulle norme antincendio. “La tragedia di Crans-Montana ha riproposto all’attenzione il tema della sicurezza nei pubblici esercizi e nei locali di pubblico spettacolo“, si legge nella nota ufficiale. Il sistema italiano, basato su regole e procedure rigorose, “ha mostrato nel tempo grande affidabilità, costituendo un modello di riferimento anche all’estero“, ma gli eventi svizzeri impongono ora un’azione preventiva più incisiva per tutelare lavoratori e avventori.
Nei giorni successivi alla strage, le ispezioni in Italia hanno portato alla scoperta di numerose irregolarità. A Roma il Piper è stato temporaneamente chiuso, mentre altri locali hanno subito provvedimenti simili. Le discoteche avrebbero presentato problemi come eccesso di capienza, mancanza di controlli su estintori, personale non formato alla sicurezza e condizioni igieniche insufficienti.
La situazione ricorda quanto accaduto al Le Constellation, dove le candele pirotecniche avevano scatenato l’incendio e non venivano effettuati controlli dal 2019. Anche altre strutture, come il Juliette di Cremona e il Moma Club di Crema, sono state temporaneamente chiuse per violazioni analoghe.
Crans-Montana, cambiano i controlli nei locali in Italia: normative e misure preventive rafforzate
Il ministero dell’Interno ha sottolineato, con una circolare del 15 gennaio, come funzionino le regole antincendio nei locali italiani. Discoteche e sale da ballo devono osservare norme più severe rispetto a bar e ristoranti, i quali possono comunque ospitare spettacoli dal vivo o karaoke purché questi siano «accessori e non prevalenti» e la capienza non superi le 100 persone. Se invece l’intrattenimento diventa principale, il locale deve adeguarsi agli standard da discoteca, con impianti specifici, personale dedicato e controllo della capienza.
A Roma, tra sabato e domenica 18 gennaio, una task force coordinata dalla procura e composta da polizia locale, carabinieri, Guardia di finanza, Asl e ispettorato del lavoro ha effettuato controlli straordinari. Le ispezioni hanno portato a sanzioni per circa 15 mila euro per violazioni amministrative come fumo all’interno, mancata presenza di strumenti per misurare il tasso alcolemico, cartelli obbligatori mancanti, tende e faretti abusivi, somministrazione di cibo e bevande ai non tesserati, carenze igienico-sanitarie e inosservanza delle regole sulla raccolta differenziata dei rifiuti.