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Crollo dell'aereo militare a Puerto Leguízamo: aggiornamenti sul bilancio

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Un volo militare si è schiantato nel Putumayo: aggiornamenti su vittime, feriti e operazioni di soccorso

Un aereo militare di tipo Hércules della aeronautica militare colombiana è precipitato nei pressi di Puerto Leguízamo durante le fasi di decollo. L’incidente si è verificato il 23 marzo e, nelle successive comunicazioni ufficiali del 24 marzo, il governatore Jhon Gabriel Molina ha aggiornato il bilancio portandolo a 34 vittime; al momento le persone decedute non sono state identificate. Le prime immagini diffuse sui social network hanno mostrato il velivolo avvolto dalle fiamme nella vegetazione amazzonica, contribuendo a una rapida diffusione della notizia.

Le autorità locali e nazionali hanno attivato operazioni di soccorso immediate, con team sanitari e militari impegnati nel recupero dei sopravvissuti e nella messa in sicurezza dell’area. Fonti giornalistiche e ufficiali riferiscono di decine di feriti, alcuni in condizioni critiche, e di pazienti trasferiti in ospedali regionali. Dopo la rimozione dei rottami, le squadre investigative si sono concentrate sulla ricostruzione delle cause, ma al momento le ragioni esatte del disastro restano da chiarire.

Le dinamiche dell’incidente

I primi rilievi indicano che il velivolo si è schiantato pochi minuti dopo il decollo dall’aeroporto di Puerto Leguízamo, nel dipartimento amazzonico del Putumayo. Testimoni e video sul posto riportano la scena del velivolo distrutto tra la vegetazione e circondato da fumo; le autorità hanno confermato che si trattava di un C-130 in servizio per il trasporto del personale. Al momento gli investigatori raccolgono dati su condizioni meteo, stato tecnico dell’aeromobile e sequenza delle comunicazioni con la torre, elementi chiave per ricostruire la dinamica dell’evento.

Carico umano a bordo e prime cifre

Sulle diverse fonti sono circolate numerazioni variabili: secondo aggiornamenti ufficiali a bordo viaggiavano 125 persone, tra cui 112 militari dell’esercito, due agenti di polizia e i membri dell’equipaggio, mentre altre ricostruzioni iniziali avevano indicato cifre leggermente diverse. I soccorsi hanno riportato oltre 70 feriti, con alcuni bollettini che hanno parlato di oltre 80 persone coinvolte. Dodici pazienti sono stati trasferiti all’ospedale María Inmaculada di Florencia e altri dieci presso strutture sanitarie della Forza navale dell’Amazzonia, in una fase critica della risposta sanitaria.

Soccorso, ospedali e gestione dell’emergenza

Le operazioni di assistenza hanno visto la mobilitazione della rete sanitaria nazionale e di forze armate e civili locali: squadre di emergenza hanno evacuato i superstiti e predisposto triage sul posto. È stata attivata la procedura di assistenza alle famiglie e il trasferimento dei feriti più gravi verso strutture in grado di fornire cure intensive. Il termine protocollo di assistenza è stato citato dalle autorità come linea guida per la gestione dei soccorsi e per il supporto psicologico ai congiunti delle vittime.

Risposta istituzionale e reazioni politiche

Il ministro della Difesa, Pedro Sánchez, ha confermato l’attivazione delle indagini e delle misure di emergenza, esortando a evitare speculazioni fino al completamento delle verifiche tecniche. Il presidente Gustavo Petro ha definito l’accaduto come un evento che «non sarebbe dovuto succedere», richiamando l’attenzione su questioni di modernizzazione degli assetti militari e sulle responsabilità della catena di comando. Queste dichiarazioni hanno aperto un dibattito politico sullo stato dell’apparato difensivo e sulle procedure di manutenzione e formazione.

Indagine e prospettive aperte

Dopo la rimozione dei rottami, gli investigatori hanno intensificato le analisi su scatole nere, manutenzione del velivolo e testimonianze dell’equipaggio e dei testimoni. L’accertamento delle cause coinvolgerà responsabili tecnici e autorità giudiziarie competenti, con l’obiettivo di chiarire se a provocare la tragedia siano stati fattori meccanici, errori operativi o condizioni esterne. La comunità locale e nazionale resta in attesa di risposte sulla sequenza dei fatti e sulle misure che saranno adottate per evitare il ripetersi di eventi simili.