È il giorno delle decisioni per la Nazionale. Il Consiglio Figc si riunisce dopo il caso Pirlo e le dimissioni di Maldini e Leonardo: Malagò è chiamato a trovare il nuovo ct e a ridisegnare il futuro azzurro.
Caso Pirlo, terremoto in Figc: Maldini e Leonardo lasciano, ora è corsa al nuovo ct della Nazionale
La Nazionale italiana vive ore decisive dopo il clamoroso ribaltone interno alla Figc.
Il caso Andrea Pirlo ha fatto saltare il progetto costruito attorno all’ex centrocampista, spingendo Paolo Maldini e Leonardo a fare un passo indietro dai rispettivi incarichi di direttore tecnico e consulente azzurro. Le dimissioni della coppia, arrivate a soli 17 giorni dalla nomina, hanno aperto una nuova fase di incertezza: la Federazione dovrà individuare non solo il prossimo commissario tecnico, ma anche il nuovo responsabile dell’area tecnica.
Il presidente della Figc Giovanni Malagò ha convocato una riunione straordinaria con tutte le componenti federali per cercare di ricomporre una situazione diventata sempre più complessa. Il confronto è servito a fare il punto dopo una giornata caratterizzata da tensioni, accuse e ripensamenti. La decisione finale è attesa nel Consiglio Federale in programma oggi, martedì 28 luglio alle ore 12, quando il numero uno della Federcalcio sarà chiamato a fornire risposte sul futuro della panchina e sulla nuova struttura tecnica.
A certificare l’uscita di scena è stato proprio Andrea Pirlo, che sui social ha annunciato: “Non sono più candidato alla panchina della Nazionale“. L’ex regista di Milan e Juventus era stato il nome indicato da Maldini e Leonardo, ma la candidatura è naufragata dopo le polemiche legate ai suoi rapporti commerciali con Fonbet, provider russo di scommesse. Una vicenda che ha alimentato ulteriori dubbi all’interno della Federazione e contribuito alla rottura definitiva.
Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, al termine dell’incontro con i vertici federali, ha spiegato: “Non sapevamo del caso Pirlo-Russia“, aggiungendo che la discussione era partita dalla trattativa con Guardiola e successivamente dall’indicazione dell’ex campione del mondo. Secondo Abete, dopo l’emersione delle problematiche legate alla vicenda, si è arrivati alla decisione di Maldini e Leonardo di lasciare il progetto: “Adesso bisogna ripartire da zero. Non siamo abituati a queste situazioni“.
Malagò cerca una soluzione: Mancini e Conte in pole, spunta anche Chiellini
Il futuro della panchina azzurra resta quindi un rebus. Dopo i rifiuti di Pep Guardiola e Carlo Ancelotti e lo stop definitivo ad Andrea Pirlo, il nome più vicino alla guida della Nazionale sembra essere quello di Roberto Mancini, da sempre una delle opzioni preferite dal presidente Figc Giovanni Malagò. Sullo sfondo rimane Antonio Conte, sostenuto anche dalla Lega Serie A, anche se finora non ci sarebbero stati contatti ufficiali. Tra le alternative restano vive le piste che portano a Stefano Pioli, Raffaele Palladino e Thiago Motta, mentre non è esclusa la possibilità di confermare Silvio Baldini dopo il periodo da commissario tecnico ad interim e le vittorie nelle amichevoli contro Lussemburgo e Grecia. Parallelamente bisognerà individuare anche il nuovo direttore tecnico della Nazionale. Tra i possibili candidati è emerso il nome di Giorgio Chiellini, figura già vicina all’ambiente azzurro e considerata una possibile soluzione per ricoprire un ruolo dirigenziale.
Il caos ha generato anche uno scontro istituzionale. Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha criticato la gestione della vicenda, commentando il caso Pirlo: “La sua rinuncia alla panchina dell’Italia si commenta da sola, avremmo voluto che tutto si concludesse in modo differente, purtroppo non si è manifestata né una comunione di intenti e neppure la giusta tempestività“. Abodi ha poi aggiunto: “Adesso dobbiamo recuperare una brutta figura“.
La risposta di Malagò non si è fatta attendere: “Stiamo lavorando, a breve un nome arriverà e saprete tutto. Abodi parla di brutta figura? Bisogna vedere chi l’ha fatta“. Il presidente federale ha ribadito la necessità di trovare rapidamente una soluzione, spiegando: “Parlerò con tutti il prima possibile, come è giusto che sia”.
Anche Abodi, tornando sulla vicenda, ha sottolineato le difficoltà emerse negli ultimi giorni: “Il tema del betting associato alla Russia ha ulteriormente complicato le cose, in un contesto di polemiche che vanno avanti dal 2022“. Il ministro ha poi ribadito l’esigenza di arrivare a una scelta definitiva: “Avvertiamo l’esigenza di una buona soluzione che sia definitiva“.
La Federazione si trova ora davanti alla necessità di ricostruire un progetto che sembrava appena nato e che si è interrotto nel giro di poche settimane. Come ricordato da Abete, Maldini aveva immaginato un percorso di “otto dieci anni“, ma la nuova era azzurra è durata appena pochi giorni.
