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Dal 2029 rischio aumento dell’età per andare in pensione: tutte le novità

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Pensioni: nel 2029 rischio di innalzamento dell’età, con vecchiaia a 67 anni e 6 mesi. Tutte le novità e i dettagli aggiornati.

Le pensioni italiane rischiano un aumento dell’età di accesso a partire dal 2029. Le ultime stime della Ragioneria Generale dello Stato indicano che i requisiti per la pensione di vecchiaia e anticipata potrebbero salire di diversi mesi, riflettendo le nuove proiezioni sulla speranza di vita. Ecco tutti i dettagli.

Dal 2029 rischio aumento dell’età per andare in pensione

Secondo l’ultimo aggiornamento del Rapporto della Ragioneria Generale dello Stato sulle “Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario 2025”, a partire dal 2029 i requisiti per il pensionamento potrebbero subire un aumento complessivo di tre mesi.

Basandosi sullo scenario demografico Istat mediano (base 2024), l’età richiesta per accedere alla pensione di vecchiaia passerebbe così a 67 anni e 6 mesi, mentre per la pensione anticipata serviranno 43 anni e 4 mesi di contributi per gli uomini, con un anno in meno per le donne.

Come sottolinea il rapporto, “gli adeguamenti effettivamente applicati risulteranno quelli accertati dall’Istat a consuntivo”. Questo nuovo scenario segna un aumento rispetto alle precedenti stime, che prevedevano solo due mesi di incremento a partire dal 2029.

Dal 2029 rischio aumento dell’età per andare in pensione: il percorso graduale degli adeguamenti e le implicazioni politiche

La progressione dei requisiti pensionistici inizierà già dal 2027: la pensione di vecchiaia passerà da 67 anni nel 2026 a 67 anni e 1 mese nel 2027, fino a 67 anni e 3 mesi nel 2028. Per la pensione anticipata, i contributi richiesti saliranno gradualmente da 42 anni e 10 mesi a 43 anni e 1 mese per gli uomini, con differenze proporzionali per le donne. Resta confermata la finestra mobile di tre mesi prima della decorrenza dell’assegno, mentre i lavoratori in attività usuranti saranno esclusi dagli incrementi.

In merito alle conseguenze politiche, il capogruppo Pd Arturo Scotto ha commentato: “Dopo che la destra, nonostante tutte le promesse della campagna elettorale, già in legge di Bilancio ha aumentato l’età pensionabile, chiediamo un chiaro stop. Ci vuole un intervento legislativo che blocchi questa tendenza”.