Il 27 maggio 2026 una stazione di servizio ad Avelengo, in provincia di Bolzano, è finita al centro di un’inaspettata confusione quando il prezzo del diesel è stato visualizzato a 19,9 centesimi al litro. La difformità non è stata il frutto di una promozione, ma il risultato di un errore informatico verificatosi durante l’aggiornamento telematico dei listini: il sistema ha registrato 0,199 euro al posto di 1,999 euro.
La notizia si è propagata rapidamente tramite chat e social, attirando automobilisti da tutta la zona decisi a fare rifornimento a un prezzo eccezionale.
In poche ore la piccola area di servizio, definita una ghost station perché priva di personale in loco, è stata invasa da lunghe code e da clienti che si sono presentati anche con taniche per accumulare carburante.
La sindaca Anna Plank ha confermato i disagi alla circolazione generati dall’afflusso, mentre il presidente dei gestori, Walter Soppera, ha spiegato che si tratta di un evento raro ma possibile nelle stazioni automatizzate. L’erogazione è proseguita fino all’esaurimento dei serbatoi, poi il distributore è stato costretto a interrompere le forniture.
Come si è verificato l’errore
L’anomalia derivava dall’inserimento telematico dei prezzi effettuato dalla centrale della compagnia fornitrice. Durante l’aggiornamento il valore corretto di 1,999 euro è stato memorizzato erroneamente come 0,199 euro, con conseguente visualizzazione del prezzo a 19,9 centesimi sui pannelli esterni. In queste stazioni fantasma il controllo del listino avviene via teleassistenza, senza la presenza di personale in loco in grado di intervenire immediatamente. L’errore ha generato una perdita economica stimata attorno ai 10.000 euro per il gestore, che però non sarebbe responsabile se la causa è imputabile al sistema centrale.
Le caratteristiche delle ghost station
Una ghost station è un distributore self-service che opera senza addetti in sede, affidandosi a piattaforme remote per la gestione di prezzi, pagamenti e sicurezza. Questo modello utilizza telecontrollo e videosorveglianza, strumenti che permettono efficienza ma anche esposti a errori informatici se il flusso di aggiornamento non è monitorato adeguatamente. Nel caso di Avelengo, nonostante la presenza di telecamere, gli utenti non rischiano sanzioni: il prezzo esposto al momento dell’acquisto era quello effettivo e la transazione è considerata valida.
Reazioni locali e gestione dell’emergenza
La scena davanti al distributore ha richiesto l’intervento della polizia locale per gestire le code e garantire la sicurezza stradale. Secondo la sindaca Anna Plank, l’afflusso ha creato problemi di viabilità nelle strade circostanti fino alla completa esaurimento del carburante. I gestori e le autorità hanno comunque ribadito che non ci sono state irregolarità da parte dei clienti: la responsabilità del danno economico sembra ricadere sulla sede centrale che ha eseguito l’aggiornamento errato.
Responsabilità e ipotesi di risarcimento
Secondo le dichiarazioni raccolte, la compagnia centrale che ha inviato il comando di aggiornamento dovrebbe farsi carico del danno, poiché il gestore locale non ha commesso alcuna negligenza operativa. Walter Soppera ha indicato la possibile richiesta di risarcimento verso la sede responsabile dell’errore. Sul piano giuridico, l’accertamento dipenderà dall’analisi dei log del sistema e dalle clausole contrattuali che regolano gli aggiornamenti telematici tra gestore e fornitore.
Lezioni e prevenzione futura
L’episodio mette in evidenza come l’automazione e la telegestione possano aumentare i rischi operativi se non accompagnate da controlli ridondanti e procedure di verifica. Tra le contromisure possibili ci sono checkpoint automatici che richiedano una doppia conferma per le variazioni di decimali nei prezzi e sistemi di alert immediati rivolti al personale di sorveglianza. Per gli automobilisti resta la conferma che, in presenza di un prezzo esposto, il consumo è regolare: l’acquirente non è perseguibile quando il prezzo pubblicizzato è quello effettivamente applicato.
In conclusione, quanto avvenuto ad Avelengo il 27 maggio 2026 è l’esempio concreto di come un singolo zero in più o in meno possa trasformare un’operazione ordinaria in un evento rilevante, con ricadute economiche e logistiche. La vicenda richiama all’attenzione la necessità di procedure più solide nelle stazioni self-service e solleva domande sulla gestione del rischio digitale nelle infrastrutture quotidiane.