Due valanghe si sono abbattute nelle ultime ore in due zone montuose d’Italia: una a Pila, in Valle d’Aosta, e l’altra sul versante teramano del Gran Sasso. Entrambi gli eventi hanno coinvolto enormi masse di neve, con soccorsi immediatamente mobilitati a Pila, dove una persona risulta travolta, mentre sul Gran Sasso la slavina ha colpito aree disabitate, senza causare feriti.
Slavina monumentale sul Gran Sasso: spettacolo della natura senza conseguenze
Nelle ultime ore, una massiccia valanga si è staccata dal versante teramano del Gran Sasso d’Italia, interessando la parete nord del celebre Corno Grande. L’evento, documentato in una fotografia condivisa su Facebook da Leonardo Visconti, si inserisce in un periodo di accumuli nevosi eccezionali.
Meteomont, il servizio meteonivometrico dell’Arma dei Carabinieri, aveva già segnalato un livello di pericolo valanghe 3 (marcato) per il Gran Sasso, evidenziando la possibilità di distacchi spontanei di grandi dimensioni su pendii ripidi, scenario che purtroppo si è concretizzato con questa slavina.
Nonostante l’impatto scenografico e la dimensione dell’evento, la valanga non ha provocato danni né interruzioni alla viabilità: la massa nevosa si è fermata a distanza di sicurezza dall’asse autostradale, lasciando spazio solo allo stupore per la forza della natura.
Valanga a Pila: scialpinista travolto, soccorsi rallentati dal maltempo
Situazione diversa, invece, questa mattina sabato 10 gennaio, una valanga si è staccata dal versante della Pointe de la Pierre, nella zona di Pila, all’interno del comune di Gressan, travolgendo uno scialpinista. Come riportato dall’Ansa, l’allarme è stato dato da due testimoni che hanno subito contattato la Centrale Unica del Soccorso.
“Impossibile il primo avvicinamento in elicottero causa scarsa visibilità in quota – fanno sapere dal Soccorso Alpino Valdostano – si procede via terra con due unità cinofile e il supporto di un gatto delle nevi per avvicinarsi quanto più possibile alla zona dell’incidente“.
All’intervento partecipano i tecnici del Soccorso Alpino Valdostano, del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e due unità cinofile, con il supporto del gatto delle nevi fornito dalla società che gestisce gli impianti, per facilitare l’accesso alle zone più impervie. Le operazioni di soccorso risultano particolarmente difficili a causa del vento forte e dei notevoli accumuli di neve formatosi nei giorni scorsi.