La città di Benevento è al centro di un’indagine dopo la scomparsa di una neonata di due mesi avvenuta la mattina del 19 marzo presso l’ospedale San Pio. I genitori, profondamente colpiti dall’accaduto, hanno presentato una denuncia alla polizia; in seguito il sostituto della Procura ha firmato gli avvisi di garanzia per due medici, dando così avvio a un fascicolo destinato ad accertare le cause del decesso.
Da quanto è emerso, la piccola era seguita per un lieve problema cardiologico presso l’ospedale Monaldi di Napoli. La vicenda ha riacceso interrogativi sulla gestione delle dimissioni e sulle valutazioni cliniche nelle ore successive: i dettagli clinici e le tempistiche sono al centro della ricostruzione investigativa.
I fatti e la sequenza degli eventi
Secondo la ricostruzione fornita dalla famiglia, la neonata era stata ricoverata la sera del 18 marzo e successivamente dimessa. Nel giro di poche ore la situazione clinica si sarebbe aggravata con l’insorgenza di problemi respiratori che hanno indotto i genitori a riportarla al San Pio. La bimba è deceduta la mattina del 19 marzo, quando il cuore ha cessato di battere. Questo susseguirsi di eventi ha spinto i familiari a chiedere immediatamente chiarimenti alle autorità competenti.
Il quadro clinico e i riferimenti ospedalieri
La neonata era in cura per un disturbo cardiaco di entità lieve e seguiva un percorso terapeutico presso il Monaldi di Napoli, struttura già nota alle cronache per altri casi complessi. Per i genitori è importante stabilire se le manovre cliniche, le tempistiche di dimissione e le successive valutazioni abbiano rispettato le prassi previste; pertanto hanno formalizzato la denuncia e sollecitato un rapido chiarimento dei fatti.
Le indagini aperte dalla procura
Il fascicolo è stato avviato dal sostituto procuratore che ha emesso l’avviso di garanzia nei confronti di due medici, atto che non costituisce una sentenza ma serve a garantire gli accertamenti. La polizia ha raccolto la denuncia dei genitori e la squadra mobile ha acquisito la cartella clinica per ricostruire l’iter assistenziale. L’obiettivo investigativo è comprendere le cause del decesso e verificare eventuali responsabilità.
Documentazione e accertamenti tecnici
Per ottenere elementi utili all’inchiesta, gli inquirenti hanno disposto l’acquisizione della cartella clinica e il trasferimento della salma all’obitorio, dove il corpo della bimba resta a disposizione del pubblico ministero. È stata inoltre fissata un’autopsia, strumento diagnostico fondamentale per chiarire le cause della morte: al momento è prevista l’esecuzione dell’autopsia il 23 marzo, passaggio che potrà fornire risposte tecniche su natura e sequenza delle lesioni o delle insufficienze che hanno portato al decesso.
Reazioni della famiglia e prospettive procedurali
I genitori, assistiti dal legale Antonio Leone, hanno espresso la volontà di far luce sui fatti e capire se siano state rispettate le procedure di cura. La famiglia ha anche riferito che la neonata aveva una gemellina, elemento che aggiunge una dimensione emotiva ulteriore alla vicenda. L’istanza giudiziaria proseguirà con l’analisi dei referti e dei dati clinici raccolti dagli investigatori.
La procura, rappresentata nelle fasi iniziali dall’sostituto procuratore Marilia Capitanio secondo quanto riportato da fonti investigative, coordinerà le attività per chiarire responsabilità e dinamiche. Le risultanze dell’autopsia e l’esame della documentazione sanitaria saranno decisive per le mosse successive: eventuali iscrizioni nel registro degli indagati, richieste di consulenze tecniche e, in seguito, possibili azioni civili o penali da parte della famiglia.