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Duplice omicidio a Mirandola: genitori decapitati, indagini sul figlio

Duplice omicidio a Mirandola: genitori decapitati, indagini sul figlio

Una coppia di anziani scoperta decapitata a Mirandola; la polizia interroga il figlio.

Nel tardo pomeriggio di giovedì 15 ottobre, una segnalazione di presunte anomalie in un’abitazione di via Imperiale, nel cuore di Mirandola, ha dato inizio a una delle indagini più complesse degli ultimi anni nella provincia di Modena. Gli operatori del 118, accompagnati da squadra mobile della Polizia di Stato, dai Carabinieri e dai Vigili del Fuoco, hanno trovato al loro ingresso due corpi ormai privi di vita, entrambi con ferite profonde alla testa, descritte dalle prime ricostruzioni come una decapitazione quasi totale.

L’immagine è stata rapidamente confermata da perizie preliminari svolte sul posto: la vittima maschile, Pietro Ferdinando Casari, aveva 82 anni, mentre la compagna, Vincenza Giannini, era una donna di 74 anni. Entrambi erano residenti da decenni nella stessa dimora colonica, nota per la sua tranquillità e per i legami di lunga data con il vicinato.

Il contrasto tra la quiete dell’ambiente rurale e la brutalità dell’accaduto ha immediatamente suscitato un forte disagio nella popolazione locale.

Scoperta dei corpi e primo intervento delle forze dell’ordine

Le prime testimonianze provengono da un vicino che, intorno alle 20:30, ha assistito all’arrivo di numerosi veicoli di emergenza lungo la via.

Non è ancora chiaro chi abbia effettuato la telefonata che ha attivato l’allarme, ma le autorità hanno confermato che il luogo è stato messo sotto fermo, con l’intera strada transennata per impedire l’accesso a curiosi e garantire la sicurezza della scena del crimine.

Il capo della squadra mobile Mario Paternoster, coordinatore dell’operazione sul campo, ha dichiarato che sono stati impiegati tutti gli strumenti a disposizione: dal rilievo balistico alla raccolta di tracce biologiche, passando per l’analisi dei possibili percorsi d’entrata e uscita. La polizia scientifica, ancora in attesa di ingresso, dovrà affrontare un contesto particolarmente delicato, dove la conservazione dell’integrità dei resti è fondamentale per ricostruire la dinamica dell’evento.

Indagini e ipotesi sul movente

Fin dalle prime ore, le indagini hanno subito orientato la collaborazione verso un possibile contesto familiare, tenendo in considerazione il profilo dei soggetti coinvolti e i rapporti interpersonali noti. Il figlio della coppia attualmente residente nella stessa zona, è stato convocato per un interrogatorio presso la stazione dei Carabinieri. Fonti investigative confermano che il giovane è stato interrogato più volte, ma al momento non è stata resa pubblica alcuna dichiarazione ufficiale.

Nel frattempo, la Polizia di Stato ha iniziato a setacciare il territorio circostante, raccogliendo testimonianze di eventuali avvistamenti sospetti, rumori insoliti o movimenti di veicoli poco comuni nelle ore precedenti la scoperta. Alcuni abitanti del quartiere hanno riferito di aver udito voci isolate durante le passeggiate serali, ma al momento non si è potuto confermare alcun legame diretto con l’accaduto.

Il figlio sotto interrogatorio

Le autorità hanno sottolineato che il giovane è sotto torchio e che ogni sua dichiarazione sarà valutata alla luce delle evidenze raccolte sul posto. Alcune fonti locali hanno segnalato che il figlio, nella scorsa settimana, è stato avvistato in compagnia di persone non identificate, ma tali informazioni non sono ancora state confermate. L’indagine rimane aperta e si basa su un approccio metodico, con la speranza di individuare eventuali motivi che possano spiegare una tragedia così estrema.

Reazione della comunità e dichiarazioni istituzionali

Il sindaco di Mirandola, Letizia Budri, ha espresso il proprio profondo cordoglio per la famiglia e ha definito l’evento una “tragedia che scuote nel profondo la nostra comunità”. Ha inoltre confermato di essere in costante contatto con il Questore e con il Procuratore della Repubblica, in attesa di ulteriori sviluppi da parte del PM Nicolini, responsabile del caso.

La notizia ha rapidamente attraversato i canali social, suscitando una forte ondata di solidarietà verso la famiglia delle vittime. Molti residenti hanno organizzato un minuto di silenzio e hanno promesso di collaborare con le autorità, sperando che la verità venga a galla al più presto. Nel frattempo, la zona intorno al casolare è rimasta chiusa al traffico, con i residenti invitati a rispettare le misure di sicurezza e a non diffondere immagini o dettagli non verificati, per non compromettere il delicato lavoro di ricostruzione dei fatti.

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