Il 12 giugno 2026 segna una data storica per Wall Street. SpaceX, l’azienda aerospaziale e di intelligenza artificiale di Elon Musk, fa il suo debutto in Borsa, aprendo la stagione delle mega-IPO che vedrà protagoniste anche OpenAI e Anthropic. Questo evento rappresenta una svolta epocale per la finanza globale, con un impatto che potrebbe essere paragonato solo alla bolla delle dot-com alla fine degli anni ’90.
Le tre aziende insieme potrebbero aggiungere quasi 3.600 miliardi di dollari di capitalizzazione alla Borsa americana, un valore che supera di gran lunga quello di interi listini europei. SpaceX mira a raccogliere oltre 80 miliardi di dollari, mentre OpenAI e Anthropic potrebbero garantire ulteriori 200 miliardi. Questi numeri sono così impressionanti che gli investitori si trovano di fronte a un dilemma: partecipare o meno a questa rivoluzione finanziaria.
SpaceX: il gigante spaziale che punta all’IA
SpaceX non è solo un’azienda spaziale, ma un progetto che combina infrastruttura tecnologica, esplorazione e sicurezza nazionale. Con una valutazione attuale di 1.250 miliardi di dollari, l’azienda capitalizza 92 volte i suoi ricavi. La sua quotazione si basa su una scommessa chiara: l’intelligenza artificiale sarà il motore della crescita esponenziale nei prossimi dieci anni.
Elon Musk mira a mantenere l’80% dei diritti di voto, consolidando il suo controllo su un impero che include anche Tesla. La quotazione di SpaceX potrebbe trasformare Musk nel primo trilionario della storia, con un patrimonio che supera i 1.000 miliardi di dollari. Gli investitori che acquisteranno azioni di SpaceX faranno un atto finanziario, ma anche un voto di fiducia nei prospetti di Goldman Sachs, che prevedono ricavi centuplicati a 322 miliardi di dollari entro il 2030.
L’infrastruttura terrestre e i dati orbitali
I recenti accordi per il noleggio di capacità di calcolo ad Anthropic e Google, per un totale di 24 miliardi di dollari all’anno, sottolineano il valore dell’infrastruttura terrestre esistente di SpaceX. Google, che ha acquistato l’8% di SpaceX nel 2015 per 1 miliardo di dollari, detiene ora il 6,11% della società. Anche se l’IPO dovesse diluire la sua quota, le stime di valutazione della partecipazione arrivano a 100-105 miliardi di dollari.
OpenAI e Anthropic: i signori degli algoritmi
Dopo SpaceX, toccherà a OpenAI e Anthropic fare il loro ingresso in Borsa. Queste aziende rappresentano i signori degli algoritmi, dei linguaggi di IA e delle tecnologie di frontiera. La loro valutazione è prospettica, calcolata sul fatto che l’IA trasformerà l’economia globale e la produttività in forma radicale.
Finora, la Borsa ha premiato i vincitori della corsa all’IA, i costruttori di hardware, valorizzandone il boom di attività nel breve periodo. Ora si prevede l’arrivo dei signori degli algoritmi, per i quali la valutazione è calcolata sul lungo periodo. Questo passaggio segna un cambiamento radicale nelle prospettive con cui il mercato agirà.
Euforia o bolla?
L’euforia che circonda queste mega-IPO solleva domande importanti. Da dove arriveranno i capitali necessari? Nuovi investitori si affacceranno sul mercato o i capitali ruoteranno seguendo il nuovo paradigma finanziario? E se così fosse, chi perderà capitalizzazione in un mercato per molti sopravvalutato? Su che parametri saranno valutati i campioni dell’IA oltre che sui fatturati e i flussi di cassa per sostenere queste capitalizzazioni?
C’è chi teme che SpaceX, OpenAI e Anthropic possano prosciugare i mercati, esaurendone le disponibilità. Viviamo un momento trasformativo della finanza mondiale. La sensazione è che il 12 giugno 2026 sarà una data spartiacque. Il decollo di SpaceX verso Wall Street sarà quello della Borsa verso una nuova era? Lo capiremo presto.
