Dopo la morte di Emilio Fede si apre una complessa disputa familiare legata alla gestione del suo patrimonio. Al centro del confronto tra le figlie Simona e Sveva ci sono immobili e beni di valore, con una vicenda approdata anche in Procura.
Addio a Emilio Fede e l’apertura della successione contestata
è scomparso il 2 settembre, all’età di 94 anni, nella Residenza San Felice di Segrate, alle porte di Milano, dove era ricoverato da tempo a causa di una lunga malattia. Negli ultimi momenti della sua vita gli sono rimaste accanto le figlie Simona e Sveva, nate dal matrimonio con Diana De Feo, venuta a mancare il 23 giugno 2021.
Alla sua morte si è aperta una complessa vicenda ereditaria relativa a un patrimonio di grande valore economico, composto da immobili, gioielli, conti bancari e cassette di sicurezza. Le tensioni tra le due sorelle hanno portato la questione fino alla Procura di Roma, che ha successivamente richiesto l’archiviazione del procedimento.
Emilio Fede e l’eredità milionaria: i beni e la lite tra le figlie per il patrimonio
Il conflitto successorio, descritto da La Repubblica, ha origine dopo la scomparsa della madre nel 2021 ed è proseguito con ulteriori sviluppi dopo la morte del padre nel 2025. Al centro della disputa si trova Villa Lucia, situata nel parco della Floridiana con vista sul Golfo di Napoli: Simona Fede pare abbia sostenuto che l’immobile sia stato valutato in modo inferiore al suo reale valore e che il diritto di comodato previsto dal testamento materno del 13 novembre 2019 non sia mai stato rispettato, oltre a rivendicare una lesione della quota di legittima.
La stessa accuserebbe la sorella Sveva di una gestione del patrimonio che avrebbe progressivamente ridotto l’asse ereditario, citando episodi come l’apertura di una cassetta di sicurezza alla BNL di via del Tritone a Roma e operazioni su gioielli e conti dopo la morte della madre. Tra i beni contesi figurerebbe anche una villa ad Anacapri, un tempo condivisa con il padre, per la quale Simona rivendicherebbe la parte materna, contestando invece il successivo conferimento dell’intero immobile alla Fondazione Emilio Fede, istituita il 30 luglio 2021.
Nelle sue denunce verrebbero inoltre richiamate le condizioni di salute del giornalista negli ultimi anni, ritenute tali da limitarne la piena consapevolezza nella gestione patrimoniale, con ipotesi di circonvenzione di incapace e appropriazione indebita. Nonostante ciò, la Procura ha chiesto l’archiviazione per insufficienza di prove, ritenendo la vicenda più adatta a una sede civile. Simona Fede, assistita dall’avvocato Daniele Bocciolini, ha annunciato opposizione alla richiesta, chiedendo ulteriori accertamenti investigativi.
