Il Medio Oriente è nuovamente al centro di una crisi geopolitica. Nella notte tra il 17 e il 18 luglio 2026, gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di attacchi contro obiettivi iraniani, colpendo depositi di armi sotterranei e infrastrutture militari. La risposta dell’Iran non si è fatta attendere, con raid contro obiettivi in Kuwait, Giordania e Bahrein.
Questa escalation rappresenta la settima notte consecutiva di attacchi tra le due potenze. Il Comando Centrale Usa (Centcom) ha dichiarato di aver preso di mira siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari e capacità marittime iraniane. Le forze statunitensi hanno impiegato aerei da caccia, droni e navi da guerra, oltre ad altre risorse.
Attacchi iraniani in Kuwait, Giordania e Bahrein
L’Iran ha risposto agli attacchi statunitensi con una serie di raid contro paesi alleati degli USA. Secondo le dichiarazioni dei Guardiani della Rivoluzione obiettivi militari e tecnologici statunitensi in Bahrein sono stati colpiti. Inoltre, quattro petroliere sono state fermate nello stretto di Hormuz, dichiarato “completamente chiuso” dalle autorità iraniane.
In Giordania, i Pasdaran hanno rivendicato la distruzione di cinque aerei statunitensi durante un attacco contro la base di Al-Azraq. L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riportato che sono stati colpiti hangar fortificati e un’area di parcheggio per velivoli. Le difese aeree kuwaitiane stanno attualmente affrontando attacchi con missili e droni da parte dell’Iran, come comunicato dall’esercito del Kuwait.
Situazione in Kuwait
Gli attacchi iraniani in Kuwait hanno provocato incendi in due località del Paese, con diversi vigili del fuoco feriti. La Kuwait Airways ha deciso di sospendere i voli a causa degli attacchi. L’annuncio è stato fatto tramite un post su X, invitando i passeggeri a rimanere aggiornati sullo stato del proprio volo.
Le difese aeree kuwaitiane stanno attualmente affrontando attacchi con missili e droni da parte dell’Iran. L’esercito del Kuwait ha comunicato che, se si sentono rumori di esplosioni, sono il risultato di sistemi di difesa aerea che intercettano gli attacchi ostili. Tutti sono invitati a rispettare le istruzioni di sicurezza e protezione emesse dalle autorità competenti.
Reazioni internazionali e possibili sviluppi
Il primo contatto internazionale del nuovo leader supremo dell’Iran, Mojtaba Khamenei potrebbe essere con il presidente russo Vladimir Putin. Lo riferisce l’agenzia di stampa russa Tass citando una fonte iraniana. “La Russia è un Paese a noi vicino e il presidente Vladimir Putin è un caro amico della Repubblica islamica. È possibile che la prima telefonata e il primo incontro del nuovo leader siano proprio con il presidente Putin”, ha dichiarato la fonte.
A fronte degli scontri in corso con l’Iran, gli Stati Uniti invitano i propri cittadini a riconsiderare i viaggi in Medio Oriente. “A causa delle forti tensioni in Medio Oriente, la situazione della sicurezza rimane complessa, con il rischio di un’escalation imprevista. Ricordiamo ai cittadini americani presenti nella regione la necessità di mantenere alta la guardia e li invitiamo a seguire le notizie per eventuali aggiornamenti dell’ultima ora”, scrive l’ambasciata statunitense a Gerusalemme.
Intanto, il Bahrein ha attivato per la seconda volta le sirene di allarme aereo, invitando i residenti a cercare riparo dopo aver rilevato la possibile presenza di droni o missili in arrivo. Nell’ultima settimana, gli Stati del Golfo sono stati frequentemente bersaglio di attacchi da parte dell’Iran, mentre continua a crescere la tensione tra Stati Uniti e Iran.
La situazione rimane critica e in rapida evoluzione. Le prossime ore saranno decisive per comprendere l’impatto di questi attacchi e le possibili risposte internazionali.
