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Giovanni Brusca testimone a Firenze: le dichiarazioni contestate e il processo a Berlusconi e Dell'Utri

Giovanni Brusca testimone a Firenze: le dichiarazioni contestate e il processo a Berlusconi e Dell'Utri

Giovanni Brusca è tornato in tribunale da uomo libero per parlare di Marcello Dell'Utri, ma le sue dichiarazioni sono state già considerate inattendibili dai giudici. Scopri di più su questo processo e le accuse contro Berlusconi e Dell'Utri.

Giovanni Brusca, l’ex boss mafioso noto per aver azionato il telecomando della strage di Capaci, è tornato in tribunale da uomo libero. La sua testimonianza nel processo contro Salvatore Baiardo, l’ex gelataio di Omegna, ha riacceso i riflettori su un caso che ha visto coinvolti Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Le dichiarazioni di Brusca, tuttavia, sono state già giudicate inattendibili in precedenti processi, sollevando dubbi sulla loro credibilità.

Il processo contro Baiardo, iniziato a febbraio, è stato trasformato in un’indagine su Berlusconi e Dell’Utri, accusati di essere i mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993-94. Giorgio Perroni, avvocato della famiglia Berlusconi, ha definito questa trasformazione un “paradosso dei paradossi”, sottolineando che Berlusconi e Dell’Utri non possono difendersi da accuse che non sono state formalizzate.

Le dichiarazioni inattendibili di Giovanni Brusca

Le dichiarazioni di Giovanni Brusca sono state già valutate come inattendibili in precedenti processi. Nel processo per concorso esterno ai danni di Dell’Utri, i giudici del tribunale di Palermo hanno definito le sue dichiarazioni come caratterizzate da “fortissima ambiguità” e “in rotta di collisione” con dati processuali incontrovertibili.

Inoltre, Brusca è stato criticato per non aver fornito “uno spontaneo e leale contributo all’accertamento della verità”.

Anche nel processo sulla trattativa stato-mafia, le dichiarazioni di Brusca sono state giudicate severamente. Il giudice ha rilevato che Brusca tendeva ad “arricchire le sue dichiarazioni di connessioni tra fatti da lui conosciuti e fatti appresi dai processi e dai mezzi di informazione”, fornendo interpretazioni “ad ampio raggio”. Durante un interrogatorio nel 2001, il pm fiorentino Gabriele Chelazzi lo ha richiamato, ricordandogli che non doveva comportarsi come “un consulente della procura”, ma limitarsi a riferire ciò che sapeva.

Il processo a Salvatore Baiardo e le accuse contro Berlusconi e Dell’Utri

Il processo contro Salvatore Baiardo, imputato di calunnia contro il conduttore tv Massimo Giletti, è stato trasformato in un’indagine su Berlusconi e Dell’Utri. Baiardo è accusato di aver mostrato a Giletti una fotografia dei primi anni Novanta che ritrarrebbe Berlusconi insieme al boss Giuseppe Graviano e all’ex generale Francesco Delfino. Secondo i pm fiorentini, Baiardo avrebbe negato di aver mostrato la foto a Giletti per screditare l’ipotesi accusatoria contro Berlusconi e Dell’Utri.

La procura di Firenze ha ottenuto dal tribunale la possibilità di far sfilare in aula alcuni mafiosi simbolo della stagione stragista, come Giovanni Brusca e Antonino Giuffrè. Giuffrè, come Brusca, è stato ritenuto inattendibile in precedenti processi. Nel processo contro Dell’Utri, la Corte d’appello di Palermo ha evidenziato come Giuffrè non aveva rivolto alcuna accusa nei confronti dell’ex senatore durante le indagini, ma solo successivamente nel dibattimento.

Le reazioni della famiglia Berlusconi

Barbara Berlusconi ha espresso la sua indignazione per le dichiarazioni di Brusca, definendole “inverosimili e ridicole”. Ha sottolineato che da oltre trent’anni si inseguono teoremi, suggestioni e sospetti alimentati dalle procure, ma le prove continuano a mancare. “Mio padre non può più difendersi. Proprio per questo continueremo a farlo noi, ogni volta che sarà necessario”, ha dichiarato Barbara Berlusconi.

L’avvocato Giorgio Perroni ha aggiunto che “l’udienza di oggi ha definitivamente sancito che il procedimento fiorentino a carico di Salvatore Baiardo si è trasformato in un processo a due persone che non sono nemmeno imputate, Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, e che non possono quindi difendersi”. Ha definito questa situazione “paradossale e gravissima”, soprattutto perché Berlusconi è scomparso da oltre tre anni e

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