Una tragedia si è abbattuta sul Monte Mizhirgi uno dei picchi più alti del Caucaso Settentrionale quando una valanga ha travolto un gruppo di alpinisti il domenica pomeriggio.
L’incidente è avvenuto nella repubblica di Kabardino-Balkaria in Russia e ha coinvolto un gruppo di 33 alpinisti. Le operazioni di soccorso sono state immediate, ma le condizioni estreme hanno reso le operazioni particolarmente complesse.
Le operazioni di soccorso e le difficoltà affrontate
Le prime notizie dell’incidente sono arrivate domenica sera quando la valanga ha travolto il gruppo di alpinisti. Dieci alpinisti sono riusciti a scendere dalla montagna autonomamente lunedì mattina ma la sorte di altri sei rimaneva incerta.
Le operazioni di soccorso sono state coordinate dal Ministero delle Situazioni di Emergenza e dalla Guardia Nazionale con l’impiego di oltre 50 operatori di emergenza.
Tuttavia, il terreno accidentato e il rischio di ulteriori valanghe hanno ostacolato significativamente i soccorsi.
Martedì sera, 12 corpi sono stati recuperati e portati al campo base di Bezengi. La ricerca è continuata fino a mercoledì mattina quando è stato trovato il corpo del 13° alpinista.
Le vittime e le indagini in corso
Tra le vittime ci sono anche alcuni servizi della Guardia Nazionale anche se è stato smentito che tra loro ci fossero membri della formazione Vityaz un’unità specializzata in operazioni ad alto rischio.
Alexander Yakovenko, membro della Federazione Russa di Alpinismo ha dichiarato al giornale Kommersant che tra le vittime c’era un alpinista professionista coinvolto nella formazione di rappresentanti delle forze dell’ordine.
Le indagini sono ancora in corso per determinare le cause esatte della valanga e per recuperare eventuali altri dispersi. Le condizioni meteorologiche e il terreno continuano a rappresentare una sfida per i soccorritori.
