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escalation sul fronte orientale: Mosca rivendica progressi ma le rivendicazioni restano non verificate

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Il capo militare russo Valery Gerasimov ha riferito recenti guadagni sul terreno, indicando operazioni dirette verso Sloviansk e l'espansione di una «security zone» nei settori di confine; le dichiarazioni restano al momento non confermate da fonti indipendenti.

Il capo di stato maggiore russo, Valery Gerasimov, ha visitato le forze schierate in territorio ucraino e, secondo il ministero della Difesa di Mosca, ha annunciato progressi nelle operazioni. Le autorità russe sostengono di aver «liberato» circa una dozzina di insediamenti nell’Est dell’Ucraina: affermazioni che però non sono state confermate in modo indipendente da agenzie internazionali come AFP.

Contesto e tempistiche
Mosca dice di aver accelerato l’offensiva dall’autunno scorso, pur non avendo raggiunto il controllo totale della regione di Donetsk. Intanto sono previsti colloqui mediati dagli Stati Uniti, pensati per esplorare possibili vie d’uscita da quasi quattro anni di conflitto. Sul piano negoziale, le richieste russe — che includono il ritiro ucraino da estesi tratti del Donetsk — restano inaccettabili per Kiev, rendendo i colloqui un terreno di forte attrito.

La funzione della comunicazione militare
Gli annunci di vittorie locali svolgono più funzioni contemporaneamente: rinforzano il morale interno, giustificano scelte politiche e militari davanti all’opinione pubblica e mandano segnali intenzionali agli avversari e alla comunità internazionale. La rivendicazione di aver preso 12 villaggi mira evidentemente a mostrare un recupero d’iniziativa, ma senza verifiche sul campo è difficile valutare quanto siano solidi e duraturi questi guadagni. Servono riscontri neutri per chiarire la reale situazione sul terreno.

Direzioni delle avanzate e obiettivi dichiarati
Secondo Mosca, le operazioni puntano in direzione di Sloviansk — centro industriale già teatro di combattimenti nel 2014 — e le forze si troverebbero a circa 15 chilometri dalla città. Parallelamente, il comando russo parla dell’istituzione di una «security zone» lungo settori di confine nelle province di Sumy e Kharkiv, dove verrebbero segnalate sacche di territorio sotto controllo. Anche in questi casi, le segnalazioni devono essere confrontate con fonti indipendenti per verificarne portata e ubicazione.

Il fronte del Dnipropetrovsk
Gerasimov ha inoltre riferito di piani operativi che coinvolgerebbero il Dnipropetrovsk, richiamando movimenti iniziati la scorsa estate durante la spinta verso ovest. Pur senza una formale annessione, la menzione di questa regione suggerisce l’intenzione russa di esercitare pressione anche oltre le aree rivendicate ufficialmente. Anche qui, la dimensione reale di tali operazioni rimane da accertare sul campo.

Rivendicazioni territoriali e obiettivi politici
Il governo di Mosca continua a considerare proprie alcune parti dell’Ucraina, dichiarando Donetsk e Luhansk come province russe. La retorica sovrana è in crescita nelle comunicazioni ufficiali, mentre alcune avanzate verrebbero condotte anche al di fuori dei confini formalmente rivendicati. Il presidente russo ha ribadito che la conquista totale del Donetsk resta un obiettivo perseguibile, eventualmente anche con la forza se la via diplomatica non dovesse dare risultati. Le affermazioni saranno verificate e aggiornate man mano che emergeranno nuovi elementi.

Implicazioni per i negoziati
Le condizioni poste da Mosca complicano significativamente le possibilità di un accordo. La richiesta di ritiri su larga scala come prerequisito rende difficile qualsiasi intesa accettabile per Kiev, trasformando i colloqui in uno scontro di posizioni politiche oltre che militari. La combinazione tra rivendicazioni territoriali e annunci di avanzata alimenta l’incertezza sui tempi e sui contenuti di un eventuale cessate il fuoco.

Verifiche indipendenti e quadro informativo
Al momento le notizie sulle conquiste territoriali provengono soprattutto da fonti russe e dai media di Stato; agenzie internazionali come AFP non le hanno potute confermare autonomamente. In contesti bellici la situazione sul terreno può differire sensibilmente dalle dichiarazioni ufficiali, per questo sono necessari incroci di fonti e verifiche sul campo. Nei prossimi giorni saranno decisivi i riscontri indipendenti e le comunicazioni ufficiali delle parti per capire l’effettiva evoluzione del fronte e le reali prospettive negoziali.