Milano, 21 apr. (askanews) – Valutare l’impatto della trasformazione digitale, in particolare dell’Intelligenza Artificiale e della sostenibilità declinata nei criteri Esg sui mercati finanziari e sul mondo del lavoroQuesti i temi al centro della Conferenza Internazionale “New Frontiers in Banking and Capital Markets,”nata dalla collaborazione tra il Joint Research Centre della Commissione Europea, l’Università la Sapienza di Roma, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e Luiss Business School.
La seconda giornata dell’evento, che si è svolta alla Luiss Business School a Milano, ha visto un confronto tra aziende, istituzioni e università sul futuro del sistema bancario, dei mercati dei capitali e della finanza sostenibile. Per il Dean della Luiss School Raffaele Oriani i temi Esg sono sempre più centrali nella formazione e nella ricerca con un approccio trasversale che coinvolge tutti i percorsi accademici.
Anche sui mercati dei capitali e nel sistema bancario la sostenibilità, dopo il boom degli scorsi anni, continua ad avere un suo appeal, ma ora gli investitori sono più attenti alle performance e ai rendimenti.”Sicuramente il tema degli Esg è ancora appealing nell’ambito dei mercati finanziari. C’è una maggiore attenzione naturalmente ai temi più sostanziali.
Ci sono stati alcuni fenomeni di green washing o social washing, in cui le promesse non sono poi state mantenute. Oggi, dal punto di vista dell’investitore, c’è però una maggiore attenzione a come integrare i principi Esg in prodotti che comunque assicurano rendimenti in linea con quelli di mercato”, ha detto Oriani.A fare invece il punto sull’impatto dell’IA sull’economia e sui mercati è stato il premio Nobel Micheal Spence della Stanford University. Secondo Spence stanno emergendo i primi impatti dell’IA sulla produttività, sopratutto nei settori scientifici e tecnologici, ma per avere un quadro più completo bisognerà attendere la fine del decennio. Sull’impatto invece sul mercato del lavoro, secondo Spence non ci sono al momento evidenze di perdita di occupazione, ma chi non impara ad utilizzare l’IA sarà svantaggiato.”Per quanto riguarda il mercato del lavoro, al momento non ci sono evidenze che si stiano perdendo posti di lavoro. C’è molta preoccupazione sul fatto che possano andare persi, ma semplicemente non lo sappiamo ancora. Se dovessi fare una previsione, la visione prevalente è che non perderemo posti di lavoro, ma che la maggior parte dei lavori cambierà a causa dell’intelligenza artificiale.Credo che Jensen Huang, fondatore e Ceo di Nvidia, lo abbia sintetizzato nel modo più efficace: “Non perderai il lavoro a causa dell’IA, ma potresti perderlo a favore di qualcuno che la sa utilizzare”, ha spiegato Spence.