> > Chi erano le vittime dell'esplosione al Parco degli Acquedotti: si indaga sul...

Chi erano le vittime dell'esplosione al Parco degli Acquedotti: si indaga sulla pista anarchica

esplosione parco degli acquedotti

Esplosione in un casolare abbandonato al Parco degli Acquedotti di Roma: due morti e inchiesta tra ipotesi anarchica e possibili piani futuri.

Un’esplosione improvvisa nel cuore di Roma ha trasformato una struttura abbandonata del Parco degli Acquedotti in uno scenario di morte e mistero. Dietro il crollo del casolare emergono interrogativi ancora aperti, tra ipotesi investigative e possibili collegamenti con l’ambiente anarchico.

Esplosione al Parco degli Acquedotti a Roma: le ipotesi investigative e il contesto anarchico

Tra le piste seguite dagli inquirenti, prende corpo quella legata all’ambiente anarchico. L’idea principale degli investigatori è che l’ordigno fosse destinato a un’azione futura: “l’ordigno maneggiato al momento dell’esplosione fosse diretto a un’azione da mettere in atto nelle prossime settimane”. Non si esclude che possibili obiettivi potessero includere la rete ferroviaria o il gruppo Leonardo S.p.A., attivo nel settore della difesa, oltre a un rilancio delle iniziative a sostegno di Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41 bis, in vista di una scadenza prevista a maggio.

Sul piano ideologico, emergono anche dichiarazioni attribuite alla donna vittima dell’esplosione, che delineano un quadro radicale: “Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato come d’ogni altro Stato… Odio l’attuale ordine esistente e chi lo detiene pertanto credo nella giustezza della violenza degli oppressi”, dichiarava in aula nel corso dell’udienza preliminare dell’inchiesta Sibilla. In un altro passaggio affermava: “Mi convince sempre di più che, al di là dell’ingiustizia del 41 bis nella sua posizione specifica, il 41 bis in generale è tortura”. Gli inquirenti valutano inoltre se l’episodio possa essere collegato a iniziative imminenti, tra cui manifestazioni e cortei già programmati nella capitale.

Esplosione al Parco degli Acquedotti a Roma, due morti: chi erano le vittime

A perdere la vita nel crollo del casolare nel Parco degli Acquedotti, a Roma, sono stati Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, un uomo e una donna ritenuti vicini al cosiddetto “gruppo Cospito”. La tragedia si è verificata nella mattinata, quando il tetto di una struttura abbandonata in via delle Capannelle è improvvisamente collassato, seppellendo le due persone sotto le macerie. I soccorritori, intervenuti rapidamente dopo l’allarme lanciato intorno alle 9.15, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Secondo le prime ricostruzioni, il cedimento sarebbe stato causato da una deflagrazione avvenuta all’interno dell’edificio.

Gli investigatori ipotizzano che i due stessero maneggiando un ordigno artigianale: un sospetto rafforzato anche dalle condizioni del corpo dell’uomo, trovato con una mano amputata. L’identificazione è stata resa possibile anche grazie ai numerosi tatuaggi presenti sui corpi. La dinamica resta comunque al vaglio delle autorità, mentre la Scientifica prosegue gli accertamenti per chiarire con precisione le cause dell’esplosione.