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Epidemia peste suina africana, l’UE: “Abbattere i cinghiali”

L'Unione europea esorta la collaborazione tra Paesi membri, agricoltori, ambientalisti e cacciatori per eradicare la peste suina africana.

cinghiali

“In diverse regioni d’Europa la popolazione di cinghiali si è sviluppata in modo incontrollato, questo ha un ruolo importante nella diffusione e persistenza della malattia” ha dichiarato il Commissario europeo alla Salute Vytenis Andriukaitis al termine della conferenza ministeriale sulla peste suina africana, tenutasi mercoledì 19 dicembre 2018 a Bruxelles.

L’epidemia di febbre suina africana ha infatti colpito ormai nove Paesi.

Cinghiali da abbattere

Partita dalla Georgia e dalla Russia nel 2007, l’infezione ha poi interessato anche alcune regioni della Cina fino a trovare terreno fertile nel cuore dell’Europa. In Belgio, per esempio, da settembre a dicembre 2018 sono stati già trovati 231 i cinghiali infetti. In Sardegna la peste suina africana è ormai endemica da 40 anni, questo anche a causa di maiali lasciati allo stato brado illegale.

A metà dicembre 2018 per esempio in diversi territori del nord Ogliastra sono stati abbattuti 215 suini di proprietà ignota, non registrati all’anagrafe animale e mai sottoposti agli obbligatori controlli sanitari.

Germania, Francia e Danimarca, tra i più grandi produttori di carne di maiale, chiedono la costruzione di un muro anti-cinghiale alto 1,5 metri e lungo 70 chilometri, presso il confine della Germania. L’UE sta ancora vagliando la richiesta, perché c’è chi ipotizza che il muro anti-cinghiale possa trasformarsi in un muro anti-migranti.

Il Commissario europeo esorta quindi tutti i paesi membri alla collaborazione, soprattutto tra agricoltori, ambientalisti e cacciatori, al fine di mettere sotto controllo la proliferazione dei suini selvatici. In un recente convegno Confagricoltura ha parlato di 1-1,5 milioni di cinghiali, avvertendo che questa alta densità potrebbe mettere a rischio le produzioni italiane, comprese le Dop. Gli agricoltori, o meglio gli allevatori, sembrano quindi essere già in sintonia con i cacciatori.

Attesa invece la risposta degli ambientalisti, che da anni denunciano come la diffusione della peste suina sia causata soprattutto dalla mancanza di efficacia dei controlli. Da sottolineare che la malattia è innocua per l’uomo.

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