Livorno si è svegliata più silenziosa. Federico Frusciante è morto. Critico cinematografico, divulgatore, anima inquieta e indipendente. Aveva 52 anni.
Fede Frusciante è morto, Livorno perde una voce fuori dal coro
La notizia è arrivata attraverso un messaggio essenziale, pubblicato sui suoi profili social dalla moglie Eleonora. Nessuna intervista, nessuna dichiarazione pubblica. Solo poche righe e tanto basta per annunciare con dolore una perdita.
Chi era Fede Frusciante? Frusciante era, prima di tutto, una presenza che sicuramente per oltre vent’anni dietro il bancone del “Videodrome”, storico negozio di noleggio film a Livorno, chiuso nel 2022, aveva reso sotrico. Un luogo fisico, concreto. Dove entravi per prendere un dvd e uscivi con una lezione di cinema. O con un confronto di idee, a volte entrambe.
Da lì è partita la sua seconda vita, quella online… Un canle YouTube cresciuto tanto nel tempo, diventato riferimento per migliaia di utenti della rete. Analisi lunghe, dettagliate. Mai accomodanti però e negli ultimi mesi il progetto “Criticoni”, condiviso con Davide Marra (Mr. Marra), Francesco Alò e Mattia Ferrari (Victorlaszlo88). Anche qui, nessuna intervista rilasciata dopo la notizia, per il momento.
Solo il dolore di una perdita che pesa.
Frusciante è morto ma ha lasciato il segno senza dubbio e di lui si sa… non era neutrale. Non lo ha mai voluto essere, schierato comunista dichiarato, critico feroce del cinema hollywoodiano, difensore ostinato dell’indipendenza artistica. A volte spigoloso. Ma sempre riconoscibile.
Chi lo seguiva lo sa, anche chi non lo apprezzava però gli riconosceva la capacità di distinguersi.
Fede Frusciante è morto, dal Videodrome ai Criticoni
C’è un’immagine che torna. Quella scacchiera citata spesso, anche da chi lo ha ricordato in queste ore. La partita persa con la morte. O forse no. Forse Frusciante ha semplicemente rovesciato il tavolo. Se n’è andato così. Senza spiegazioni.
Nella casa di Fede Frusciante di via San Carlo, a Livorno, dove ha accusato un malore. Anche qui, nessun dettaglio in più. Nessuna ricostruzione ufficiale. Le informazioni arrivano dai comnicati essenziali, dalle conferme indirette.
Amava il cinema classico. Il bianco e nero. Bergman, “Il settimo sigillo”. Non è un dettaglio necessario. Ma dice molto. Come dice molto il fatto che fosse ospite fisso del festival horror FiPiLi, che girasse l’Italia per rassegne e incontri. Sempre senza trasformarsi in personaggio.
O forse sì. Ma a modo suo.
Le sue monografie su YouTube duravano ore. Eppure venivano seguite, eccome. Commentate e poi discusse. Un segnale chiaro. In un’epoca di contenuti rapidi, Frusciante andava lento ma andava a fondo.
La sua morte ha colpito proprio quella comunità, quegli utenti della rete che ogni giorno aspettavano un video, una provocazione, una critica senza sconti.
La salma sarà esposta alla camera mortuaria del Cimitero dei Lupi di Livorno da lunedì 16 febbraio alle 15 fino a martedì 17 febbraio alle 12. È l’unica informazione che al momento è certa, tutto il resto è memoria di chi lo seguiva con affetto.