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Filosofi: è morto Joseph Margolis, il teorico dell'opera d'arte come entità 'incarnata' (2)

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(Adnkronos) – La medesima nozione è stata utilizzata da Margolis nell'elaborazione di una filosofia della mente materialistica ma non riduzionistica: gli esseri umani sono "incarnati" in una dimensione fisica, ma ciò che fa di essi delle "persone", ossia esseri a cui si attribuiscono stati mentali coscienti, non riducibili al sostrato materiale, è il loro trascendere tale fisicità con la partecipazione alla dimensione culturale tipica di ciò che è umano (dimensione già presente nell'uso del linguaggio).

Opere d'arte ed esseri umani sarebbero oggetti fondamentalmente culturali e, come tali, "testi" soggetti a interpretazione. Questa riflessione è stata raccolta nel volume "Three paradoxes of personhood. The venetian lectures" (Mimesis International, 2017), che raccoglie le lezioni tenute dal filosofo all'Università Ca' Foscari di Venezia nel 2016.

Le opere principali di Margolis in lingua inglese sono: "The language of art and art criticism. Analytic questions in aesthetics" (1965); "Values and conduct" (1971); "Knowledge and existence" (1973); "Persons and minds" (1978); "Art and philosophy" (1980); "Culture and cultural entities" (1984); "The truth about relativism" (1991); "The flux of history and the flux of science" (1993); "What, after all, is a work of art?" (1999); "Selves and other texts.

The case for cultural realism" (2001); "Reinventing pragmatism: American philosophy at the end of the twentieth century" (2002); "Moral philosophy after 9/11" (2004).

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