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Coronavirus: Beria (PoliMi), 'per treni e aerei distanziamento non è sostenibile'

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Milano, 28 apr. (Adnkronos) – Il problema vero degli spostamenti nella Fase 2 non sarà quello del trasporto pubblico locale, ma quello della lunga percorrenza su aerei, treni e autobus. Con rischi concreti di sopravvivenza per le sue società. Ne è convinto Paolo Beria, professore di Economia dei Trasporti e direttore del Laboratorio di politica dei trasporti al Politecnico di Milano.

"Il trasporto a lunga percorrenza con un riempimento a un terzo rispetto alla capienza storica, ovvero prima del virus, non è sostenibile", spiega il professore all'Adnkronos.

I problemi del tpl, tra sovraffollamenti, picchi e orari di punta, "sono risolvibili con nuove regole, di concerto con le amministrazioni comunali" per la minore domanda che caratterizzerà i prossimi mesi, mentre il distanziamento obbligatorio sulle distanze più lunghe non può funzionare, se non a fronte di un drastico aumento dei prezzi.

Beria fa l'esempio di Italo, l'impresa ferroviaria privata concorrente di Trenitalia. "Non può stare in piedi alla lunga con il 30% il riempimento: dovrebbe circa triplicare i prezzi". E triplicandoli, "si potrebbe spendere per la tratta Roma-Milano oltre 200 euro", rendendo improbabile il raggiungimento di un equilibrio tra domanda e offerta.

Quanto agli aerei, "Ryanair ha già dichiarato che non seguirà i regolamenti sul distanziamento. Sono convinto che non volerà mai con gli aerei a un terzo della capacità, piuttosto li lascia a terra".

A regime, secondo il professore, la soluzione è quella della piena capacità con i dispositivi di protezione, dalle mascherine ai guanti. "Io non so se sono pienamente efficaci ma penso che la via debba essere questa: ci dovremo abituare all'idea che per i prossimi mesi o per il prossimo anno, quando prenderemo un aereo o un treno, lo prenderemo con una mascherina ad alta protezione". Magari venduta dalle stesse compagnie di trasporti.

(Vittoria Vimercati)

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