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Recovery: Consulenti lavoro, per Pnrr servono efficaci sistemi governance azioni

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Roma, 2 mar. (Labitalia) – Definire efficaci sistemi di governance delle azioni conseguenti al Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. E' una delle richieste contenute nel documento presentato ieri in Senato dal Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro nel corso dell'audizione in commissione Politiche Ue sulla proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza.

E per i consulenti del lavoro sarà altrettanto determinante la progettazione di un 'timing' relativo alle varie fasi applicative e ancora una valutazione di impatto per ogni singola previsione. Il Regolamento (Ue) 2020/2221 del 23 dicembre 2020, allo scopo di promuovere una ripresa verde, digitale e resiliente dell’economia, dispone altresì che ciascuno Stato membro assegni ai programmi operativi o ai programmi di cooperazione transfrontaliera, le risorse React-Eu disponibili per la programmazione nell’ambito del Fesr e del Fse, coinvolgendo le autorità locali e regionali, così come le pertinenti organizzazioni che rappresentano la società civile e le parti sociali, in conformità del principio di partenariato.

In questo senso, "la consultazione, la partecipazione attiva e il coinvolgimento del consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro nei processi propositivi ed applicativi delle varie fasi di attuazione, potrà rappresentare una importante risorsa di competenze collaborative, capaci di imprimere un valore sociale oltre che economico al Pnrr. Attraverso un processo efficace di regolazione, è possibile creare le condizioni per valorizzare gli 15 effetti positivi del PNRR sulla vita delle persone e sulle attività delle imprese.

Le norme di legge e le disposizioni applicative, infine, dovranno porre le basi per una pianificazione strategica degli elementi considerati che, unitamente a significativi investimenti economici e organizzativi, potranno orientare le azioni verso una crescita sociale ed economica equa ed inclusiva", spiegano i consulenti del lavoro nel documento presentato al Senato.

Per i consulenti del lavoro, "la ripresa del Paese nel periodo post pandemia necessita certamente di un intervento organico e complessivo in materia di lavoro. L’esperienza del momento emergenziale sta testimoniando come sia urgente la necessità di regolare la disciplina dei contratti di lavoro assicurando la possibilità di una gestione flessibile, utile a governare le esigenze che provengono dal mercato, garantendo la possibilità di tutelare i diritti in gioco".

Una flessibilità -spiegano i consulenti del lavoro- da regolamentare, facendo sì che si sostituisca a regole rigide, avulse da quelle che sono le esigenze del mondo del lavoro, che rischiano di far rimanere ai margini le imprese italiane e, soprattutto i lavoratori".

Per i consulenti del lavoro "bisogna, pertanto, intervenire normativamente per creare una flessibilità in entrata nel rapporto di lavoro subordinato, preordinata ad una più serena stabilizzazione e non alla precarietà. Si ci riferisce alla necessità di capitalizzare l’esperienza dello smart working, di rilanciare il contratto di lavoro a termine (12 mesi senza causali ed altri 24 con ragioni giustificatrici individuate dalle parti senza caratteristiche di straordinarietà ed eccezionalità come oggi previste dal decreto dignità), di normare il lavoro stagionale (ancora oggi disciplinato dal DPR 1525/63) di puntare sull’apprendistato professionalizzante facilitando e rendendo più efficace la formazione on the job facendo uno sforzo in conferenza Stato Regioni per omogeneizzare gli aspetti formativi e procedurali su tutto il territorio nazionale".

Per i consulenti del lavoro "l’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha evidenziato le criticità del sistema di protezione sociale del nostro Paese in particolar modo mettendo in risalto le differenti tutele tra le diverse tipologie di lavoratori. Bisogna pertanto, intervenire a tutela del comparto del lavoro autonomo e dei liberi professionisti, introducendo una specifica tutela in caso di impedimento per motivi di salute; un ammortizzatore sociale universale in caso di riduzione incolpevole della loro attività o impossibilità esogena della sua prestazione; una disciplina organica in materia di equo compenso introducendo istituti di protezione di un contraente debole di fronte a clienti in grado di dettare le condizioni contrattuali, soprattutto in periodi come quello post pandemia, attraversati da una profonda crisi".

"Occorre, inoltre, considerare la necessità -aggiungono ancora i consulenti del lavoro nel loro documento- di un energico intervento di revisione degli strumenti di ammortizzazione sociale. Tra i provvedimenti collegati alla legge di bilancio 2021 ha trovato spazio anche un disegno di legge governativo volto alla revisione e semplificazione di questi strumenti, nell’ottica di un ammortizzatore sociale unico. Le azioni governative dovrebbero, pertanto, essere coerenti con le politiche attive del lavoro connesse al Pnrr, onde assicurare un proficuo coordinamento con quelle passive tale da generare un circuito virtuoso a vantaggio del mercato del lavoro".

"Tra gli altri interventi su cui bisogna puntare per la ripresa del sistema economico vi è da segnalare la necessità di implementare un sistema di aiuti in favore delle piccole e medie imprese italiane, che 14 sono il vero motore produttivo del paese, diminuendo la pressione fiscale per dare ulteriore impulso all’economia. E’ altrettanto necessaria, come annunciato dal presidente Draghi, una revisione profonda dell’Irpef con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo, riducendo gradualmente il carico fiscale e preservando la progressività. Sul punto il consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro sta predisponendo un’organica proposta nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla riforma dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e altri aspetti del sistema tributario, deliberata dalla commissione finanze della Camera dei Deputati e dalla Commissione Finanze e Tesoro del Senato della Repubblica", concludono i consulenti del lavoro.


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