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Dal momento in cui la Russia ha avviato la sua invasione su larga scala dell’Ucraina, le sue forze armate hanno subito perdite significative, con almeno 19 generali dichiarati morti. Questo dato è emerso da un’indagine condotta dall’outlet investigativo The Insider, che ha analizzato informazioni provenienti da fonti aperte e rapporti sia russi che ucraini.
Tuttavia, non tutte le morti sono state ufficialmente confermate dalle autorità russe, il che solleva interrogativi sulla trasparenza delle comunicazioni militari del paese.
Generali uccisi nel conflitto
Tra i generali che hanno perso la vita, si annoverano nomi significativi come Andrei Sukhovetsky, Oleg Mityaev, Vladimir Frolov, Andrei Simonov, Kanamat Botashev e Roman Kutuzov. Queste perdite non solo hanno colpito la leadership militare, ma hanno anche rappresentato un duro colpo per il morale delle truppe.
Negli anni successivi, ulteriori generali come Sergei Goryachev, Oleg Tsokov e Vladimir Zavadsky sono stati aggiunti a questa lista drammatica, evidenziando un trend preoccupante per il comando russo.
Le circostanze delle perdite
Le modalità di morte di questi generali sono state varie e spesso avvenute in contesti lontani dai combattimenti diretti. The Insider ha riportato che molti di loro sono stati uccisi in attacchi ai posti di comando, in incidenti aerei, esplosioni o, in alcuni casi, in operazioni di sabotaggio. Durante le fasi iniziali del conflitto, alcuni generali sono stati presi di mira da cecchini o colpiti da bombardamenti d’artiglieria.
È interessante notare che alcuni di questi ufficiali erano già in pensione al momento della loro morte, oppure prestavano servizio in formazioni volontarie, tra cui compagnie mercenarie e le unità di reclute del Ministero della Difesa note come Storm Z.
Le conseguenze delle perdite militari
Le perdite di generali non sono solo un problema di leadership, ma influiscono anche sul numero complessivo di soldati russi uccisi o feriti nel conflitto. Secondo un alto ufficiale della NATO, il totale delle perdite potrebbe avvicinarsi a 1,15 milioni. Inoltre, rapporti da BBC Russian e dall’outlet esiliato Mediazona indicano che le morti militari russe confermate hanno raggiunto quota 152.142 da quando è iniziata l’invasione.
Distribuzione delle perdite
Le statistiche rivelano che le regioni con il numero più alto di perdite confermate sono le repubbliche di Bashkortostan e Tatarstan, oltre alla regione di Sverdlovsk. I dati mostrano anche che circa il 67% delle morti confermate proviene da aree rurali e città con meno di 100.000 abitanti. Questo solleva interrogativi sul reclutamento e sul profilo demografico dei soldati coinvolti nel conflitto.
Secondo le stime fornite da The Economist, la Russia potrebbe aver perso circa l’1% della sua popolazione maschile prebellica, un dato che suggerisce gravi ripercussioni a lungo termine per la società russa.