“La criticità nel formare nuovi esperti sta anche nelle problematiche legate all’assenza di una scuola di specializzazione per le malattie emorragiche e trombotiche. Esse vengono comprese, in genere, o nell’ambito dell’ematologia oppure in quello della medicina interna. Ci sono degli aspetti di trasversalità che non vengono compresi in un’unica scuola di specialità e questo è un grande problema: una formazione specifica e specialistica potrebbe aiutare molto anche nel produrre nuove leve che possano poi occuparsi di queste patologie”.
Lo ha detto Giancarlo Castaman, presidente della Società italiana per lo studio dell’emostasi e della trombosi – Siset, al convegno per la XXII Giornata mondiale dell’emofilia (17 aprile), promosso a Roma da FedEmo.
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