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Giorno del Ricordo 10 febbraio 2026 Foibe, il messaggio della premier Meloni: “L’Italia non lo permetterà mai più”

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Giorno del ricordo, il 10 febbraio 2026 l’Italia commemora le foibe tra memoria storica, istituzioni, testimonianze e iniziative ufficiali dedicate alle vittime e all’esodo giuliano dalmata in tutta la nazione.

L’Aula di Montecitorio è colma ma non solo di autorità. Di alcuni silenzi che precedono la cerimonia. Il Giorno del Ricordo si apre così, nel 10 febbraio 2026, con l’ingresso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella accolto da un applauso che dura più del previsto.

Giorno del Ricordo, 10 febbraio 2026: l’Aula della Camera e la memoria delle foibe

Ci sono tutti anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti dei due rami del Parlamento, le più alte cariche dello Stato. Una cerimonia istituzionale, sì ma non certo non sentita.

Ad aprire la cerimonia sono i saluti del presidente della Camera Lorenzo Fontana e del presidente del Senato Ignazio La Russa. Poi le testimonianze. Toni Concina, presidente onorario dell’Associazione Dalmati. Gianni Oliva, storico. Abdon Pamich, campione olimpico. Voci diverse? Sì ma anche tempi diversi… tutte legate da un filo sottile: le foibe e l’esodo giuliano-dalmata.

Fontana parla di “una delle pagine più dolorose della nostra storia”. Lo dice con tono fermo, scandendo. Ricorda le persecuzioni, le violenze, le famiglie costrette a lasciare tutto. Cita Pola. Cita Vergarolla. L’80° anniversario della strage, si parla di numeri sì ma anche immagini.
La Russa ricorda il treno degli esuli, la stazione di Bologna, il latte rovesciato sui binari. Episodi che restano e che fanno male ancora oggi al nostro paese.

La cerimonia è accompagnata ovviamente dall’inno italiano, poi quello europeo. In mezzo Vivaldi, “Al Santo Sepolcro”. Il Conservatorio Tartini di Trieste. Tutto trasmesso in diretta su Rai1, a cura di Rai Parlamento.

Foibe e memoria condivisa nel Giorno del Ricordo: le parole di Meloni e le iniziative

Il messaggio non solo politico arriva anche fuori dall’Aula, Giorgia Meloni affida a X il suo intervento. Testo lungo e denso. “Una pagina dolorosa della nostra storia”, scrive. E parla di congiura del silenzio, di oblio, di indiffrenza…
“Ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata”, aggiunge. Rivendica una memoria che non è rancore. Ma giustizia. E soprattutto promette: “L’Italia non permetterà mai più che questa storia venga negata o cancellata”. Fonte: profilo ufficiale X della presidente del Consiglio.

La giornata della memoria va avanti, ad un certo punto viene proiettato un estratto del documentario Il Marciatore, tratto dal libro autobiografico di Pamich. Silvia Siravo legge un brano dal volume su Francesco Bonifacio. La conduce Maria Antonietta Spadorcia. Dettagli che contano. Anche questi fanno memoria.

C’è spazio anche per il futuro. Premiate le scuole vinctrici del concorso nazionale “Il Giorno del Ricordo”, promosso dal Ministero dell’Istruzione. Giuseppe Valditara, su Instagram, ribadisce il ruolo centrale della scuola. “Ricordare è un dovere morale”, scrive. Fonte: profilo Instagram del ministro. Parole rivolte soprattutto ai più giovani.

Fuori da Montecitorio, intanto, le bandiere sono a mezz’asta. In serata il Tricolore illumina la facciata del palazzo. E poi c’è il Treno del Ricordo. Dal 10 febbraio al 1° marzo. Undici tappe, da Trieste a Siracusa. Una mostra itinerante. Multimediale. Con oggetti veri, masserizie conservate al Magazzino 18 di Trieste.
Una carrozza, nuova per il 2026, è dedicata ai giovani e alla trasmissione del ricordo. Perché la memoria, si sa se non cammina, si ferma. E questa è una delle tante pagine si storia che non può di certo essere dimenticata.