È Hamnet. Nel nome del figlio il miglior film drammatico del 2026 secondo i 300 giurati dei Golden Globes, arrivati all’edizione numero 83 dei premi HFPA. Un verdetto ampio, figlio anche dell’allargamento della giuria. E si sente.
Hamnet: uscita in Italia, il film che vince ai Golden Globes e la trama che riscrive Shakespeare
Il film di Chloé Zhao, premio Oscar per Nomadland, conquista la serata più importante. Di cosa parla la trama? E’ tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell, racconta la morte del figlio di William Shakespeare e lo fa spostando il punto di vista. Non il Bardo al centro, ma la famiglia. Il dolore. La perdita. Una ferita che entra, lentamente, anche nell’opera.
La vittoria è doppia. Miglior film drammatico e miglior attrice protagonista per Jessie Buckley, intensa, fragile, mai sopra le righe nei panni della moglie di Shakespeare. Tra i produttori c’è anche Steven Spielberg, dettaglio che circolava nei corridoi già prima dell’annuncio.
La trama del film segue una linea intima, quasi domestica. Poche parole, molti silenzi. La morte di Hamnet come detonatore emotivo e creativo. Nessun effetto speciale. Solo tempo, memoria, assenza.
Sull’uscita in Italia di Hamnet, al momento non ci sono date ufficiali. Ma fonti di settore, sentite a margine della cerimonia, parlano di una distribuzione prevista nei primi mesi del 2026. Con tutta probabilità prima degli Oscar, dove il film tornerà protagonista.
Hamnet uscita Italia: trama del film e una notte che ha cambiato gli equilibri
Come in molti avevano previsto, Una battaglia dopo l’altra vince nella categoria commedia o musical… Entrava con nove nomination. Ne esce con una doppietta incredibile: regia e sceneggiatura a Paul Thomas Anderson, al suo secondo Golden Globe, per l’adattamento di Vineland di Thomas Pynchon.
Un film senza dubbio attualissimo… Lo si diceva già prima. Ma ora lo è ancora di più. All’indomani dell’uccisione di Renee Good da parte di un agente dell’Ice, quelle immagini iniziali — un centro di detenzione per immigrati al confine messicano, prigionieri chiusi in gabbia — pesano il doppio. Leonardo DiCaprio protagonista. E bersaglio delle battute della conduttrice Nikki Glaser.
«Hai fatto tutto prima che la tua ragazza compisse 30 anni», ha detto dal palco. Risate. Qualcuno ha abbassato lo sguardo.
Ma la notte è stata anche quella di Timothée Chalamet. Primo Golden Globe dopo quattro candidature. Miglior attore in un musical o commedia per Marty Supreme di Josh Safdie. Ping pong, un campione inventato, Marty Mauser. Ha battuto Leo. E lo ha fatto con un discorso semplice, quasi timido. Ha ringraziato il padre, la famiglia, Kylie Jenner. «Mentirei se dicessi che le sconfitte non hanno reso questo momento più dolce».
Storico anche il premio al miglior film internazionale: L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho, con Wagner Moura, primo brasiliano a vincere un Golden Globe come attore. Ambientato nel 1977, durante la dittatura militare. «Questo film parla di memoria. E di ciò che non vogliamo ricordare», ha detto Moura dal palco, tra gli applausi. Fonte: discorso ufficiale HFPA.
Per la tv, trionfo Netflix con Adolescence. Miniserie dell’anno, tre premi agli attori. Stephen Graham, Owen Cooper, sedici anni, il più giovane vincitore di sempre, ed Erin Doherty. «Non parla della paura dei giovani, ma di ciò che abbiamo lasciato loro», ha spiegato Jack Thorne in conferenza stampa.
Pochi fuori programma. Qualche spilla anti-Ice sul red carpet, da Mark Ruffalo in giù. Ironia politica nel monologo di Glaser. E una sensazione diffusa: con una giuria più ampia, il mondo entra davvero nella sala.
L’Italia? A secco. Ma Hamnet quando avrà luogo l’uscita in Italia del film la sua trama parlerà anche a noi?