Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi invernali di Milano–Cortina 2026, il tema della sicurezza è diventato oggetto di un acceso confronto politico e istituzionale, incentrato sull’ipotesi di una presenza di agenti statunitensi dell’Ice sul territorio italiano. Dichiarazioni, smentite e prese di posizione contrapposte hanno alimentato il dibattito pubblico, sollevando interrogativi sul confine tra cooperazione internazionale e tutela della sovranità nazionale.
Sul caso è intervenuto il Presidente Attilio Fontana per fare chiarezza.
Polemiche politiche e timori legati all’Ice in Italia
Le immagini di violenze e interventi militarizzati, in particolare dopo i fatti di Minneapolis, hanno alimentato preoccupazioni anche in Italia, spingendo forze politiche e associazioni civiche a prendere posizione.
Da un lato, Fontana ha cercato di separare nettamente il contesto americano da quello italiano, affermando che “questo è tutto un altro discorso che non riguarda il nostro Paese” e rimarcando la solidità dei rapporti internazionali: “credo che i rapporti fra le nazioni e fra le forze dell’ordine siano consolidati e quindi avremo una garanzia in più”. Dall’altro, l’opposizione e parte della società civile hanno espresso una netta contrarietà, culminata in una petizione che ha superato le 5.300 firme per chiedere l’esclusione dell’agenzia dai Giochi.
Esponenti politici come Pierfrancesco Majorino, Sandro Ruotolo e Sergio Costa hanno parlato di una presenza “inaccettabile”, denunciando il rischio di legittimare pratiche ritenute lesive dei diritti umani. In questo clima di tensione, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ricordato che “al governo non risulta la presenza sul territorio nazionale di agenti appartenenti all’Ice” e che, anche nell’eventualità di una scorta straniera, il controllo resterebbe saldamente in capo allo Stato italiano.
L’Ice di Trump in Italia per Milano-Cortina 2026, Fontana: “Solo per Vance e Rubio”
Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, il tema della sicurezza è tornato al centro del dibattito pubblico dopo alcune dichiarazioni del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Le sue parole hanno acceso un confronto sulla possibile presenza in Italia di agenti dell’Ice, l’agenzia statunitense Immigration and Customs Enforcement. Il governatore lombardo è intervenuto per ridimensionare le interpretazioni più allarmistiche, spiegando che si è trattato di un ragionamento puramente ipotetico e non di una conferma operativa.
L’eventuale presenza di personale americano, ha chiarito Fontana come riportato dall’ANSA, sarebbe esclusivamente legata alla tutela di esponenti di primo piano dell’amministrazione statunitense, come il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, senza alcun coinvolgimento nelle attività di ordine pubblico sul territorio nazionale.
La Regione Lombardia ha poi precisato ufficialmente in una nota stampa che Fontana “non ha inteso confermare la presenza di tali agenti, in quanto non in possesso di informazioni al riguardo”, rafforzando l’idea di un’ipotesi teorica e non di una decisione già assunta. La vicenda, dunque, rimane aperta, sospesa tra chiarimenti ufficiali e un acceso confronto politico che accompagna la complessa organizzazione dell’evento olimpico.