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In un contesto di crescente tensione tra Russia e Ucraina, il Cremlino ha smentito le notizie riguardanti possibili colloqui trilaterali che coinvolgerebbero anche gli Stati Uniti. Mentre diplomatici da tutto il mondo si radunano a Miami per discutere le modalità per porre fine al conflitto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso scetticismo riguardo all’efficacia di tali incontri.
Il dibattito è emerso dopo che Zelensky ha rivelato che Washington aveva proposto di avviare negoziati diretti tra Ucraina, Russia e Stati Uniti, un’iniziativa che segnerebbe il primo confronto faccia a faccia tra funzionari russi e ucraini in sei mesi. Tuttavia, il presidente ucraino ha manifestato dubbi sulla reale possibilità di progresso attraverso questo formato.
La posizione del Cremlino
Il consigliere di politica estera del Cremlino, Yury Ushakov, ha chiarito che al momento non ci sono preparazioni per tali colloqui, affermando che l’idea non è stata discussa seriamente. Inoltre, ha sottolineato che non è stata presentata una proposta riveduta da parte degli Stati Uniti per risolvere il conflitto, nonostante le precedenti consultazioni tra diplomatici americani, ucraini ed europei.
In un incontro tenutosi a Miami, il rappresentante economico di Putin, Kirill Dmitriev, ha partecipato a discussioni con i mediatori americani, Steve Witkoff e Jared Kushner, il genero del presidente. Dmitriev ha descritto le conversazioni come costruttive e ha espresso la sua intenzione di tornare a Mosca per riferire sui progressi dei negoziati.
La questione dell’inclusione europea
L’inclusione di rappresentanti europei nei colloqui ha suscitato preoccupazioni da parte di Mosca, che ritiene che la loro presenza possa complicare ulteriormente il processo di negoziazione. Tuttavia, il Cremlino ha aperto alla possibilità di un dialogo diretto con il presidente francese Emmanuel Macron, che ha accolto positivamente questa disponibilità.
Le recenti attività militari
In parallelo alle trattative diplomatiche, Zelensky ha denunciato l’intensificarsi delle operazioni militari russe, segnalando che nell’ultima settimana sono stati lanciati circa 1.300 droni, 1.200 bombe guidate e nove missili contro l’Ucraina. Le regioni meridionali, in particolare Odesa, sono state colpite in modo significativo, aggravando la già precaria situazione umanitaria.
Zelensky ha ribadito l’importanza di rafforzare le capacità difensive dell’Ucraina per garantire una reale opportunità di successo per la diplomazia. Ha dichiarato che la pace deve essere basata su una cessazione delle ostilità, ma anche su una base solida per un futuro stabile e prospero per l’Ucraina.
Il futuro dei negoziati
Nonostante le incertezze, il presidente ucraino ha dichiarato di sostenere l’idea di un incontro trilaterale, in quanto incontri passati hanno portato a scambi significativi, come il ritorno di prigionieri di guerra. Tuttavia, egli rimane cauto riguardo a possibili risultati positivi, evidenziando che i segnali provenienti da Mosca rimangono prevalentemente negativi.
In attesa di ulteriori sviluppi, si prevede un colloquio tra Macron e Putin nei prossimi giorni, mentre il Cremlino continua a chiedere un rispetto reciproco degli accordi preesistenti e una volontà politica chiara da parte di Kiev per avviare un processo di pace efficace.