In un momento cruciale per il futuro dell’Europa, Mario Draghi e Patrick Collison hanno unito le forze per fondare il Rhine Group un think tank dedicato a rilanciare la competitività del continente. Questo gruppo di lavoro, guidato dall’economista spagnolo Luis Garicano mira a trasformare le sfide economiche in opportunità di crescita.
Il progetto prende spunto dal Rapporto Draghi presentato nel settembre del 2026 alla Commissione Europea, un documento che ha messo in luce le criticità strutturali dell’economia europea. Tra i membri del think tank figurano nomi di spicco come gli economisti Francesco Giavazzi e Lucrezia Reichlin il finanziere Andrea Pignataro il co-fondatore di Bending Spoons Luca Ferrari e l’ex ministro per l’Innovazione tecnologica Vittorio Colao.
La diagnosi: un’Europa in declino
Il documento di partenza del Rhine Group dipinge un quadro preoccupante della situazione europea. Tra le cinquanta maggiori aziende tecnologiche al mondo, solo quattro sono europee. Questo dato è emblematico di una tendenza più ampia: l’Europa appare debole in ogni tecnologia emergente destinata a plasmare i decenni a venire.
Il think tank sottolinea che la stagnazione economica, se protratta nel tempo, finisce per diventare un problema politico e strategico. Il declino non è inevitabile ma è la direzione che abbiamo intrapreso in assenza di interventi urgenti. La posta in gioco è esistenziale: se la stagnazione dovesse persistere, il continente perderebbe progressivamente la capacità di finanziare i compiti fondamentali di uno Stato moderno, come difesa, sanità pubblica, pensioni, istruzione, investimenti per il clima e ammortizzatori sociali.
Le sfide globali e le dipendenze strategiche
Per decenni, l’Europa ha potuto contare su un contesto internazionale relativamente favorevole. Il commercio mondiale cresceva sotto l’ombrello delle regole multilaterali, gli Stati Uniti garantivano una parte decisiva della sicurezza occidentale e molte dipendenze economiche potevano apparire reciproche e quindi gestibili. Tuttavia, questo scenario è cambiato radicalmente.
Oggi, gli Stati Uniti sono diventati più protezionisti, la Cina è un concorrente molto più aggressivo sia nei mercati internazionali sia dentro lo stesso mercato europeo, mentre le dipendenze strategiche – energetiche, tecnologiche, industriali – sono diventate più rischiose. Il risultato è che l’Europa si trova oggi più esposta agli eventi esterni proprio mentre il suo modello di crescita mostra i suoi limiti.
La risposta del Rhine Group
Il Rhine Group non parte dall’idea di proteggere ciò che già esiste, ma dalla necessità di ricostruire una capacità europea di innovare e creare imprese capaci di competere su scala globale. L’Europa non è un mercato marginale: è il secondo mercato più grande del mondo.
Il think tank si propone come un luogo nel quale persone che normalmente siedono a tavoli diversi possano ragionare insieme sulle grandi riforme di cui l’Europa avrebbe bisogno. Le discussioni si baseranno su documenti di ricerca distribuiti in anticipo e si svolgeranno secondo la regola di Chatham House, che permette di utilizzare i concetti emersi senza attribuirli alla persona che li ha espressi.
Il Rhine Group rappresenta un passo importante verso la ricostruzione della competitività europea. Con un team di esperti e leader di settore, il think tank mira a trasformare le idee in riforme effettivamente realizzabili, evitando così il declino economico e strategico del continente.
