Un incontro di alto profilo tra Italia e Stati Uniti si è trasformato anche in un piccolo caso diplomatico. A catturare l’attenzione non sono stati solo i contenuti politici del vertice tra Giorgia Meloni e il vicepresidente Usa J.D. Vance, ma una serie di errori formali nelle comunicazioni ufficiali dello staff americano che hanno generato imbarazzo e rettifiche last minute.
Incontro J.D. Vance e Giorgia Meloni a Milano
Al di là delle gaffe formali, l’incontro tra Meloni e Vance ha confermato il buon livello delle relazioni tra Roma e Washington. Il vicepresidente statunitense, in Italia per guidare la delegazione Usa ai Giochi invernali insieme al segretario di Stato Marco Rubio, ha affrontato con la premier una serie di temi strategici.
Secondo il resoconto ufficiale diffuso dall’ufficio di Vance, i due leader “hanno discusso della grande solidità delle relazioni bilaterali tra le nostre nazioni, delle Olimpiadi e dei nostri sforzi comuni per migliorare il clima per gli affari e gli investimenti”.
Una linea condivisa anche da Palazzo Chigi, che ha sottolineato come il confronto abbia ribadito “la solidita del rapporto strategico tra Italia e Stati Uniti, fondato su un partenariato storicamente radicato”. Al centro del dialogo anche i principali scenari internazionali, con un’attenzione particolare agli sviluppi in Iran e Venezuela. Al tavolo, oltre ai due leader, erano presenti anche il vicepremier Antonio Tajani e il segretario di Stato Usa Marco Rubio, a testimonianza del peso politico dell’appuntamento, nonostante gli scivoloni organizzativi iniziali.
Incontro J.D. Vance e Giorgia Meloni: la surreale gaffe dello staff del vicepresidente Usa
L’incontro istituzionale tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance è stato accompagnato da una serie di imprecisioni imputabili esclusivamente allo staff americano. Nei documenti distribuiti al pool di giornalisti al seguito di Vance, infatti, compariva inizialmente un elenco errato dei partecipanti al pranzo privato successivo al vertice in prefettura, nel quale si indicava anche la presenza del “coniuge” della premier, attraverso la dicitura inglese “spouse”. Un’informazione subito rivelatasi inesatta, considerando che Meloni non era accompagnata.
Come ha poi chiarito lo stesso pool, “l’ufficio del vicepresidente ha fornito un elenco corretto dei partecipanti al pranzo privato”, specificando che “La Presidente del Consiglio Meloni non era accompagnata dal coniuge” e che, rispetto alla prima versione, “sono stati aggiunti altri due nomi per la parte italiana”. A completare il quadro degli errori, anche un refuso nel cognome della premier, trasformato in un curioso “Melon”.
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