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Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha raggiunto un livello senza precedenti, con attacchi coordinati, lanci di missili e raid che hanno coinvolto direttamente diverse capitali del Medio Oriente. Le esplosioni a Tel Aviv, Gerusalemme e Teheran, insieme ai bombardamenti in Libano e alle operazioni navali nel Golfo, segnano un’escalation che rischia di trasformare uno scontro bilaterale in una crisi regionale estesa.
Le dichiarazioni dei leader coinvolti, le minacce di ritorsione e il coinvolgimento indiretto di potenze come il Regno Unito e la Russia delineano uno scenario altamente instabile, in cui diplomazia e confronto militare procedono parallelamente, mentre cresce il timore di un conflitto su larga scala.
Guerra Usa-Iran, escalation regionale e allarme nelle città mediorientali
Nelle ultime ore il conflitto ha conosciuto una brusca intensificazione. Esplosioni sono state segnalate a Gerusalemme, Dubai, Abu Dhabi e Doha, mentre le sirene antiaeree hanno risuonato a Tel Aviv e nella stessa Gerusalemme in seguito a nuovi lanci di missili dall’Iran. L’esercito israeliano ha riferito, secondo quanto riportato da Al Jazeera, che Teheran avrebbe lanciato ulteriori ordigni verso Israele e che i sistemi di difesa sono entrati in azione per intercettarli. L’Idf ha invitato la popolazione a raggiungere immediatamente i rifugi e a rimanere in aree protette fino a nuove disposizioni.
In Libano la situazione resta altrettanto critica. Il presidente Joseph Aoun ha condannato il lancio di razzi da parte di Hezbollah contro Israele, definendolo un gesto che compromette gli sforzi di Beirut per non essere trascinata in una guerra regionale. In un comunicato ha affermato che “Il lancio di missili dal territorio libanese va contro tutti gli sforzi e le iniziative intraprese dallo Stato libanese per mantenere il Libano lontano dai pericolosi scontri militari in corso nella regione”, deplorando “l’insistenza nell’utilizzare ancora una volta il Libano come piattaforma per guerre che non lo riguardano”. Intanto, secondo Reuters, almeno dieci persone sarebbero morte nei raid israeliani nella periferia sud di Beirut, mentre in Kuwait esplosioni e allarmi si ripetono per il terzo giorno consecutivo.
Guerra Usa-Iran, reazioni internazionali e incertezza a Teheran
A Teheran regna l’incertezza. La sorte dell’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad è avvolta nel dubbio: inizialmente dato per morto in un attacco alla sua abitazione nel distretto di Narmak, la notizia è stata poi ridimensionata da fonti iraniane che hanno smentito senza fornire dettagli. Nel frattempo, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha definito l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei “una dichiarazione di guerra a tutti i musulmani”, aggiungendo che vendicarne la morte “è un diritto e anche un dovere legittimo”.
Anche la Russia è intervenuta: in un messaggio ufficiale, il presidente Vladimir Putin ha condannato quello che ha descritto come “l’assassinio” di Khamenei, definendolo compiuto “in cinica violazione di tutte le norme della moralità umana e del diritto internazionale”. Intanto Londra, con il premier Keir Starmer, ha autorizzato l’uso delle basi britanniche da parte degli Stati Uniti per colpire siti missilistici iraniani, pur precisando che “il Regno Unito non si unirà all’azione offensiva in Iran”.
In questo scenario altamente instabile, le petroliere restano ancorate oltre lo Stretto, mentre compagnie marittime internazionali deviano verso “porti sicuri”. E sul fronte diplomatico, Trump ha affermato che la nuova leadership iraniana desidera dialogare: “ho accettato di farlo, quindi parlerò con loro. Avrebbero dovuto farlo prima”. Tuttavia, alla domanda su un eventuale sostegno a una rivolta popolare, ha risposto: “guarderò alla situazione. Non posso dare una risposta a questa domanda”.
Iran, la morte di Ahmadinejad tra dubbi e smentite. Trump: “Conflitto potrebbe durare 4 settimane”
Il presidente americano Donald Trump ha rivendicato l’efficacia dell’offensiva. In un post riportato dal giornalista di ABC News Jonathan Karl, ha dichiarato: “l’attacco ha avuto un tale successo che ha eliminato la maggior parte dei candidati. Non sarà nessuno di quelli a cui avevamo pensato perché sono tutti morti”. E ancora, riferendosi alla Guida Suprema iraniana: “L’ho preso prima che lui prendesse me. Ci hanno provato due volte. Beh, l’ho preso prima io”. In un’intervista al New York Times ha inoltre sostenuto di avere “tre ottime scelte” per la futura guida dell’Iran, precisando però: “non le rivelerò ancora. Prima finiamo il lavoro”.
Secondo il Pentagono, nell’operazione sarebbero stati impiegati caccia F-22 e F-35, oltre a bombardieri B-2 con ordigni da oltre 900 chilogrammi, colpendo più di mille obiettivi legati al programma missilistico iraniano. Il comando centrale americano ha affermato: “Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie ha ucciso più di 1.000 americani negli ultimi 47 anni. Ieri nell’attacco su larga scala abbiamo tagliato la testa del serpente. Non hanno più un quartier generale”. Trump ha aggiunto su Truth di aver distrutto e affondato nove navi iraniane e il loro quartier generale navale, mentre al Daily Mail ha ipotizzato che l’operazione possa durare “quattro settimane o meno”.