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Iran: Riforme Economiche e Proteste contro il Governo di Pezeshkian - Analisi e Prospettive

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Il presidente iraniano si prepara ad affrontare le sfide economiche e politiche in un contesto di crescenti disordini sociali e tensioni interne.

In un contesto di forti proteste che stanno attraversando l’Iran, il presidente Masoud Pezeshkian ha espresso la volontà di avviare un cambiamento significativo nell’economia del paese. Durante un’intervista trasmessa dalla televisione di Stato, ha dichiarato che il governo è pronto ad ascoltare le istanze della popolazione dopo due settimane di manifestazioni sempre più violente.

Proteste e condizioni economiche

Le manifestazioni sono esplose a seguito del crollo della moneta nazionale, il rial, avvenuto a fine dicembre, che ha aggravato la già precaria situazione economica. I cittadini, colpiti da un incremento vertiginoso dei prezzi e da un’inflazione galoppante, hanno iniziato a scendere in piazza per esprimere la loro frustrazione e chiedere cambiamenti.

Le cause della crisi

Questa ondata di proteste è la più significativa dalla mobilitazione del 2022, scatenata dalla morte di Mahsa Amini, una giovane donna deceduta in custodia per presunti abusi da parte della polizia morale. Le parole di Pezeshkian, che ha definito le manifestazioni come una risposta giustificata alla crisi economica, riconoscono una realtà difficile da ignorare.

Accuse e responsabilità

Il presidente ha anche indirizzato le sue critiche verso gli Stati Uniti e Israele, accusandoli di alimentare il caos nel paese. Secondo Pezeshkian, le potenze straniere starebbero cercando di sfruttare la situazione per creare disordini, esortando gli iraniani a distinguere tra manifestanti pacifici e elementi violenti.

La posizione del governo

Il presidente del Parlamento, Mohammad Baqer Qalibaf, ha ribadito la necessità di differenziare tra coloro che protestano per motivi legittimi e quelli che si sono uniti alle manifestazioni con intenti distruttivi. Ha avvertito che il governo non tollererà atti di violenza e punirà severamente chi infrange la legge.

Impatto della repressione e risposte internazionali

Le forze di sicurezza hanno reagito con forza alle manifestazioni, e i rapporti suggeriscono che oltre 100 agenti delle forze dell’ordine sono stati uccisi durante le proteste. Le autorità hanno anche imposto un blackout di internet, limitando la comunicazione e l’accesso alle informazioni, in un tentativo di contenere la diffusione delle notizie e mantenere il controllo.

Le conseguenze umane

Le organizzazioni per i diritti umani stimano che almeno 51 manifestanti siano stati uccisi durante le repressioni, tra cui ci sarebbero anche bambini. Oltre a questo, centinaia di persone sono state ferite e migliaia arrestate. Le testimonianze di chi ha partecipato alle manifestazioni descrivono un clima di paura e repressione, con immagini di feriti portati in ospedale e arresti avvenuti anche in ambito sanitario.

La situazione attuale in Iran è complessa e carica di tensioni. Mentre il governo cerca di affrontare le istanze economiche, i cittadini continuano a lottare per i loro diritti in un contesto di crescente repressione. Le parole di Pezeshkian rappresentano un tentativo di riconciliazione, ma le sfide che il paese deve affrontare rimangono enormi e richiedono interventi rapidi e decisivi.