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Iter approvativo in chiusura: ponte sullo Stretto pronto per i cantieri nell'ultimo trimestre 2026

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Il progetto del Ponte sullo Stretto accelera: secondo Pietro Ciucci l'iter può essere completato entro l'estate 2026 e i cantieri avviati nell'ultimo trimestre dello stesso anno

La prospettiva del Ponte sullo Stretto torna al centro del dibattito con una previsione precisa sui tempi. In audizione davanti alla Commissione Ambiente del Senato, Pietro Ciucci, amministratore delegato della società incaricata, ha illustrato come, alla luce delle procedure previste dal decreto, l’iter approvativo possa concludersi entro la fine dell’estate 2026, consentendo l’avvio della fase operativa nel ultimo trimestre 2026. Questa dichiarazione riposiziona il progetto in una timeline definita e segnala la volontà di procedere con rapidità dopo anni di sospensioni e verifiche.

Accanto alla tempistica, Ciucci ha sottolineato la relazione con le autorità nazionali e comunitarie: il lavoro con il Ministero delle Infrastrutture e con altre amministrazioni competenti è descritto come continuo e mirato a chiarire i profili tecnici e giuridici dell’opera. L’interlocuzione con Bruxelles, in particolare con le Direzioni Generali competenti, è stata richiamata per rassicurare sul fronte delle normative europee e per evitare possibili contestazioni formali.

Tempistiche e passaggi burocratici

Secondo quanto riferito durante l’audizione, la roadmap per l’avanzamento comprende la richiesta di pareri istituzionali e la predisposizione di atti formali: il Ministero ha sollecitato il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e ha avviato l’iter per il nuovo Accordo di Programma da sottoporre alla Corte dei conti. Questi passaggi tecnici sono considerati essenziali per rispettare gli adempimenti previsti dalla normativa italiana e per fornire alla stessa Corte gli elementi per autorizzare la fase esecutiva. La stima fornita da Ciucci si basa quindi su attività già in corso e su procedure che, se svolte nei tempi previsti, permetterebbero l’apertura dei cantieri nel periodo indicato.

Contatti con la Commissione Europea

Un punto centrale dell’intervento è stato il rapporto con la Commissione Europea: il dialogo con i servizi della Commissione è stato descritto come strutturato e finalizzato a chiarire aspetti tecnici relativi alla Direttiva Habitat e alla Direttiva Appalti. Nel corso delle interlocuzioni, il Ministero e le amministrazioni coinvolte hanno trasmesso elementi richiesti alle Direzioni Generali competenti (DG-ENV e DG-GROW). Secondo quanto riferito, i funzionari europei non hanno attivato alcuna procedura d’infrazione per il progetto, un punto che Ciucci ha voluto evidenziare per rassicurare sul profilo procedurale internazionale.

Interpretazione della Direttiva Appalti e aggiornamento dei costi

Un tema di forte attenzione è l’aggiornamento del corrispettivo del contraente generale: Ciucci ha spiegato che il passaggio da 3,9 miliardi nel 2006 a 6,7 miliardi nel 2011 fino all’attuale 10,5 miliardi è riconducibile prevalentemente all’applicazione contrattuale di clausole di indicizzazione dei prezzi. Tale meccanismo è stato richiamato per distinguere le variazioni dovute all’aumento generale dei prezzi, soprattutto negli anni recenti caratterizzati da aumenti rilevanti, da quelle eventualmente provocate da modifiche tecniche al progetto che rileverebbero ai fini dell’articolo 72 della Direttiva Appalti.

Aggiornamento del corrispettivo e limiti alle varianti

Ciucci ha precisato che le eventuali varianti ipotizzate per l’opera sono contenute: quelle rilevanti riguarderebbero in particolare il tracciato ferroviario con l’inserimento di tre stazioni, adeguamenti proposti dall’amministrazione comunale di Messina e recepiti nel progetto definitivo del 2011. Nel suo ragionamento le varianti non si sommerebbero in modo cumulativo ma sarebbero valutate singolarmente, circostanza che lascerebbe il progetto ampiamente al di sotto della soglia del 50% che attiverebbe l’obbligo di una nuova gara. In questo modo si distingue chiaramente tra adeguamenti economici legati all’indicizzazione e modifiche progettuali.

Aspetti normativi, copertura finanziaria e passaggi legislativi

Nel corso dell’audizione è stato richiamato anche il contenuto del Decreto Legge dell’11 marzo, che secondo Ciucci riafferma l’intenzione del governo di procedere con l’opera e definisce alcuni adempimenti per rispondere ai rilievi della Corte dei conti. Il decreto, sempre per quanto esposto, conferma la copertura finanziaria complessiva dell’intervento e rimodula gli importi annuali dei lavori per tenere conto dello slittamento dei tempi derivante dalle precedenti deliberazioni della Corte. Questo quadro normativo è presentato come lo strumento che dovrebbe consentire di superare i passaggi istruttori e di avviare la realizzazione fisica dell’opera.

In chiusura, la posizione illustrata da Ciucci mette insieme aspetti tecnici, legali e politici per sostenere la fattibilità dell’avvio dei cantieri nel periodo indicato. L’attenzione rimane ora sul completamento delle autorizzazioni e sul monitoraggio dei passaggi con le autorità nazionali ed europee, elementi ritenuti determinanti per trasformare la programmazione in cantieri effettivi.