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Kevin Warsh nuovo presidente Fed: ecco cosa ha detto Trump

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Donald Trump indica Kevin Warsh presidente Fed: indiscrezioni dai media Usa, incontro alla Casa Bianca. Attesa per l’annuncio ufficiale nelle prossime ore secondo fonti autorevoli americane.

È stato il presidente Donald Trump a dirlo, come spesso accade. Su Truth Social, poche righe, tono trionfante. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato di aver nominato Kevin Warsh prossimo presidente della Federal Reserve (Fed). Senza passaggi intermedi, senza comunicati istituzionali. Diretto, come è solito fare lui.

Kevin Warsh verso la Fed, la scelta di Trump per il ruolo di presidente

Conosco Kevin da molto tempo e non ho dubbi che passerà alla storia come uno dei grandi presidenti della Fed, forse il migliore”, ha scritto Trump senza esitazione alcuna. Poi l’aggiunta, quasi personale: “È nato per il ruolo. Non vi deluderà mai”. Le virgolette sono sue. La fonte anche. Truth Social, post pubblico, rilanciato nel giro di minuti dalle principali testate americane.

La decisione arriva dopo settimane di indiscrezioni. Lo stesso Trump aveva parlato apertamente di un ballottaggio per la successione di Jerome Powell, il cui mandato scade a maggio. In corsa, due nomi: Kevin Warsh e Kevin Hassett, direttore del Consiglio Economico Nazionale e fedelissimo della Casa Bianca. Alla fine, Kevin Warsh sarà il nuovo presidente Fed?

Una scelta che non nasce oggi. Warsh era già stato nel board della Fed ai tempi di George W. Bush, diventando nel 2006 il membro più giovane mai nominato nel Consiglio dei governatori. Un dettaglio che torna spesso nei profili. E che ha sicuramente un peso. Non viene da un percorso accademico classico, ma da una carriera più finanziaria, borsistica. Negli anni ha anche criticato apertamente alcune scelte della Federal Reserve. Anche questo, forse, potrebbe aver in qualche modo contato.

Kevin Warsh presidente Fed tra tensioni politiche e una banca centrale divisa

Il contesto è tutt’altro che semplice. La Federal Reserve arriva da mesi complicati. L’anno si è aperto con un mancato taglio dei tassi, dopo due riduzioni consecutive. Una pausa che ha lasciato senza dubbio il segno.

All’interno della Fed le distanze restano marcate. Da una parte i falchi della politica monetaria, concentrati sull’inflazione, ancora sopra il target del 2 per cento. Troppo alta, sostengono, per permettersi distrazioni o passi falsi. Dall’altra le colombe dei tassi, che guardano al mercato del lavoro e ai segnali di rallentamento. Per loro il rischio è lì. Ed è lì che bisognerebbe intervenire. Prima che diventi tardi.

In mezzo, la politica. E lo scontro ormai aperto tra Trump e Jerome Powell, accusato da mesi di resistere alle pressioni della Casa Bianca. Il timore, diffuso negli ambienti finanziari, è che con Kevin Warsh presidente della Fed il presidente possa spingersi a chiedere qualcosa in più. Non solo competenza. Ma lealtà. Una parola che torna spesso.

Il rischio? Mettere in discussione l’indipendenza di una delle istituzioni chiave dell’economia globale. Per alcuni questo è tutt’altro che un dettaglio.

Warsh, 55 anni, era già stato considerato per la presidenza della Fed nel 2017. Allora Trump gli preferì Powell. Oggi la storia cambia. Ma il passaggio non è certamente automatico… La nomina dovrà essere approvata dal Senato, dove i Repubblicani hanno una maggioranza risicata. Tre voti appena, sicuramente anche questo conta.

Il 2026 si profila come un anno in salita? Tra incognite economiche, tensioni geopolitiche e una banca centrale spaccata, il nuovo presidente della Fed chiunque sarà, verrà chiamato a fare sintesi. O almeno a provarci.

Il resto, come spesso accade, lo diranno i mercati. E il tempo…