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L’ambasciatore russo Paramonov contro il Quirinale: "Accuse a Mosca palesi falsità"

L’ambasciatore russo Paramonov contro il Quirinale: "Accuse a Mosca palesi falsità"

Alla Festa nazionale russa a Villa Abamelek, l’ambasciatore Alexei Paramonov ha criticato le istituzioni italiane e la narrativa occidentale.

Le relazioni tra Russia e Italia attraversano una fase di forte tensione diplomatica, resa evidente durante le celebrazioni della Festa nazionale russa ospitate a Roma, all’interno della residenza di Villa Abamelek. L’intervento dell’ambasciatore russo Alexei Paramonov ha riacceso il confronto politico e istituzionale, tra accuse rivolte al Quirinale e all’Occidente, confermando un clima di rapporti sempre più complesso sul piano internazionale.

Tensioni diplomatiche a Villa Abamelek e attacchi alla narrativa occidentale sulla Russia

All’interno della sala del ricevimento erano presenti diversi ospiti considerati vicini alle posizioni del Cremlino, tra cui Francesco Toscano, l’editore Sandro Teti, l’artista Moni Ovadia e Gianluca Savoini, figura già nota per vicende giudiziarie legate al caso Metropol successivamente archiviate.

Parallelamente, l’assenza dei principali esponenti della politica italiana è stata letta come una presa di distanza netta dalla linea russa.

Durante il discorso, Paramonov ha anche rivendicato il ruolo internazionale di Mosca all’interno di organismi come le Nazioni Unite, il G20, i BRICS e la Shanghai Cooperation Organisation, interpretati come pilastri di un nuovo equilibrio multipolare.

Ha inoltre respinto l’idea di una Russia isolata, sostenendo il fallimento delle pressioni economiche e politiche occidentali. Non sono mancati toni storici e ammonimenti, con l’invito a rinunciare a qualsiasi ipotesi di una nuova “campagna verso est”, evocando il concetto di Drang nach Osten e richiamando l’Occidente alle proprie responsabilità storiche. In chiusura, il diplomatico ha comunque lasciato uno spiraglio al dialogo, affermando che la Russia non si concepisce come una “fortezza assediata” e resta aperta alla cooperazione con l’Italia e i Paesi occidentali, a condizione però che vengano riconosciuti gli interessi ritenuti legittimi da Mosca e cessino gli atteggiamenti considerati ostili.

Infine, Paramonov ha ringraziato i “numerosi amici italiani” presenti all’evento, sottolineando come il loro ruolo avrebbe contribuito a evitare una rottura definitiva nelle relazioni bilaterali, paragonata a una “tempesta totale”. Ha citato anche il contributo dei consoli onorari russi attivi in città come Napoli, Bari, Pisa, Ancona, Venezia e Udine, descrivendoli come figure chiave nel mantenimento dei contatti tra le due sponde e nella difesa di un possibile ritorno a rapporti più collaborativi.

L’ambasciatore russo Paramonov attacca il Quirinale: “Accuse a Mosca palesi falsità”

Nel corso del ricevimento per la Festa nazionale russa ospitato a Villa Abamelek, la residenza diplomatica è diventata teatro di un duro confronto politico tra Mosca e le istituzioni italiane. L’ambasciatore Alexei Paramonov ha pronunciato un intervento particolarmente critico, indirizzato indirettamente al Quirinale, accusando l’Italia di diffondere, dagli ambienti istituzionali più alti, una lettura della realtà internazionale che attribuirebbe alla Russia la responsabilità esclusiva delle principali crisi in Europa orientale, Medio Oriente e Africa, definendo tale impostazione come infondata e distorta.

Nel suo ragionamento, il rappresentante russo ha ribaltato la prospettiva occidentale sostenendo che sia stata soprattutto l’espansione della NATO verso est, iniziata dopo la metà degli anni Novanta, a generare nuove tensioni geopolitiche. A questo ha aggiunto un giudizio severo sull’Unione Europea, descritta come priva di autonomia strategica e subordinata agli equilibri globali dominanti. In questo quadro, il conflitto in Ucraina è stato nuovamente giustificato come risposta a quella che Mosca considera una pressione sistemica occidentale, mentre il diplomatico ha richiamato anche la dimensione storica, citando secoli di presunte aggressioni subite dalla Russia e arrivando a evocare il periodo della Germania nazista come esempio estremo delle minacce del passato.