Nel corso della celebrazione per la Giornata della Russia tenutasi nella residenza dell’ambasciata a Roma, l’ambasciatore di Mosca in Italia, Alexiei Paramonov ha pronunciato un discorso in cui ha preso posizione contro le critiche rivolte al suo Paese da ambienti politici italiani descritti come «alcuni degli alti Colli romani».
La dichiarazione, resa nota il 10 giugno, ha ribadito il punto di vista del diplomatico rispetto alle attribuzioni di responsabilità sulla situazione internazionale.
Le accuse respinte e la replica di Paramonov
Paramonov ha affermato con fermezza che «Qui in Italia, da alcuni degli alti colli romani, ci sentiamo spesso accusati: la Russia sarebbe colpevole di tutti gli attuali problemi dell’ordine mondiale odierno, che si tratti dell’Europa dell’Est, del Medio Oriente o dell’Africa.
Posso affermare con fermezza che queste accuse non corrispondono assolutamente al vero: sono una palese falsità. I fatti testimoniano l’esatto opposto». Con queste parole l’ambasciatore ha voluto mettere in chiaro la posizione ufficiale russa verso le imputazioni che gli sono state rivolte in seno al dibattito pubblico italiano.
Il contesto della critica
Nel suo intervento Paramonov ha rimarcato come, secondo la diplomazia russa, la narrativa che indica Mosca come colpevole unico dei problemi globali sia ingiustificata. L’uso della locuzione «alti Colli romani» è servito a individuare simbolicamente la matrice politica delle critiche, mentre la replica ha cercato di spostare l’attenzione sulle relazioni internazionali effettive che vedono la Federazione russa ancora protagonista nella scena multilaterale.
La partecipazione russa nelle principali istituzioni internazionali
Per sostenere la sua tesi, Paramonov ha sottolineato che «I nostri avversari non sono riusciti a isolare la Russia sull’arena internazionale». Ha elencato numerosi fori multilaterali in cui, secondo lui, il Paese mantiene un ruolo attivo: la Onu il G20 i Brics e l’Asean oltre a organismi regionali come lo Stato dell’Unione di Russia e Bielorussia, l’Unione Economica Eurasiatica la Comunità degli Stati Indipendenti e l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai.
Un modello alternativo di ordine mondiale
Nel discorso è stata evocata la necessità di un nuovo paradigma internazionale: Paramonov ha osservato che, a suo avviso, nei consessi citati «si stia facendo strada un nuovo modello di ordine mondiale, fondato sul reciproco rispetto sull’equilibrio degli interessi sull’uguaglianza sovrana degli Stati e sulla diversità delle civiltà». Queste espressioni sono state usate per contrapporre l’approccio russo a quello che l’ambasciatore definisce come unipolarismo e mentalità da «blocco».
Paramonov ha inoltre assicurato che la Russia possiede «tutte le forze e le capacità necessarie per difendere la propria sovranità, la propria indipendenza, la propria dignità, e per esigere che vengano rispettati i suoi interessi nazionali». Nel richiamare le parole del presidente Vladimir Putin il diplomatico ha voluto rinforzare l’argomento politico e strategico dietro la posizione espressa dalla delegazione russa in Italia.
Implicazioni per i rapporti italo-russi
Il tono del discorso, pronunciato durante una ricorrenza ufficiale, suggerisce un doppio intento: da un lato chiarire la linea diplomatica di Mosca rispetto alle critiche internazionali; dall’altro, tentare di preservare canali di dialogo multilaterale e bilaterale. L’enfasi sulla partecipazione a organismi globali come Onu e G20 vuole trasmettere l’idea che la Russia rimane inserita nelle dinamiche diplomatiche mondiali e non marginale rispetto ai principali tavoli di confronto.
