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Nel pomeriggio di ieri, Fabrizio Corona ha suscitato grande scalpore con un video pubblicato su Instagram dal suo amico Gabriele Vagnato. In questo filmato, l’ex re dei paparazzi si è mostrato con una mazza da baseball, esprimendo le sue frustrazioni riguardo alla chiusura dei suoi profili social. Ha dichiarato di non temere la morte, ma di temere la perdita del suo canale YouTube.
La clip ha rapidamente fatto il giro del web, con Corona che ha affermato: “Se mi chiudono il canale YouTube, prendo questa e vado da Google a distruggerlo”. Questa affermazione è stata accompagnata da una descrizione che prometteva la sua “rinascita” sui social per il giorno successivo.
Il video di Gabriele Vagnato
Oggi, Gabriele Vagnato ha caricato su YouTube il video intitolato “La verità di Fabrizio Corona, adesso canta lui”. Tuttavia, chi si aspettava una reazione diretta di Corona ha subito una delusione. Vagnato ha specificato che il video con la mazza da baseball era stato registrato mesi fa e ha utilizzato il materiale per ricostruire gli eventi recenti.
Il messaggio di Corona
Nel suo video, Vagnato ha mostrato diversi titoli di giornale riguardanti la situazione di Corona, prima di passare a una performance musicale in cui ha interpretato le parole di Corona. La canzone abbraccia temi di conflitto e rivalsa, con frasi provocatorie come: “Godo quando Fedez si lascia” e “La televisione è morta e la uccido io”. Queste affermazioni hanno suscitato reazioni contrastanti tra gli spettatori.
Il dramma di un personaggio mediatico
La reazione di Corona alla chiusura dei suoi profili social non è una novità per chi lo conosce. Da anni, l’ex re dei paparazzi adotta una strategia di provocazione e vittimismo, presentando ogni ostacolo come una forma di persecuzione. La sua risposta alla chiusura dei profili è stata, ancora una volta, una drammatizzazione di un evento che avrebbe potuto essere affrontato con maggior serenità.
La minaccia a Google
La minaccia di “distruggere Google” con una mazza da baseball ha suscitato una reazione mista tra gli utenti. Alcuni l’hanno interpretata come una battuta, mentre altri l’hanno vista come un segnale di una mente che non riesce ad accettare la realtà delle piattaforme social. La dichiarazione di Corona, sebbene caricata di enfasi, rispecchia il suo bisogno di attenzione e di essere al centro della scena.
È importante notare che le piattaforme social, come Instagram e YouTube, hanno regole ben precise. Le chiusure dei profili non sono sempre il risultato di un complotto, ma piuttosto di normative che devono essere rispettate. Corona sembra non riuscire a comprendere che il suo comportamento potrebbe aver portato a tali conseguenze e continua a gridare alla censura.
La sua continua ricerca di visibilità lo spinge a comportamenti che, nel 2026, possono apparire obsoleti. La minaccia di una vendetta contro Google sembra più un gesto disperato che una vera e propria strategia. Senza un pubblico, il personaggio di Corona perde il suo significato.
La situazione di Fabrizio Corona offre uno spaccato interessante e tragico della vita di un personaggio pubblico che fatica a rimanere rilevante. La sua dipendenza dalla notorietà potrebbe risultare più dannosa di quanto lui stesso comprenda, mentre il mondo dei social media continua a evolversi senza di lui.