Roma, 26 mar. (askanews) – Turisti e romani potranno ora vivere il Museo dell’Ara Pacis, con una nuova esperienza immersiva che ne racconta la storia e svela il monumento simbolo dell’età Augustea per come era un tempo.”L’Ara si rivela” è lo spettacolo multimediale e sensoriale della durata di circa 45 minuti che sarà fruibile venerdì, sabato e domenica dalle 20 alle 23 in gruppi da massimo 25 persone (anche persone con disabilità motoria).Il Sovrintendente capitolino ai Beni culturali Claudio Parisi Presicce: “Noi abbiamo voluto, attraverso questo spettacolo multimediale con la realtà aumentata, raccontare ciò che non è visibile, raccontare la complessità del monumento e raccontare soprattutto i colori del monumento stesso che erano presenti nella maggior parte dei monumenti marmorei della città di Roma. I colori sono stati rintracciati attraverso un lungo lavoro di recupero delle tracce e di ricostruzione per confronto con gli altri monumenti che conservano un’idea dei colori antichi”.Le voci di chi ha contribuito a tenere viva l’Ara Pacis, collezionisti, restauratori, archeologi, potranno essere ascoltate in cuffia in italiano e inglese, mentre i rilievi di marmo prendono vita, animati da suoni ed effetti visivi. Una narrazione in progressione, grazie alla tecnica del videomapping.”Non solo raccontiamo il monumento per come lo vedevano gli antichi, ma anche la sua storia recente, dove si trovava lungo via del corso, quando è stato scoperto, quando è stato identificato e saranno gli stessi protagonisti a parlare attraverso la loro voce. Quindi un’esperienza emotiva e culturale complessa e completa della vicenda di questo monumento importantissimo della città di Roma”. Il progetto è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzato e gestito da Zètema Progetto Cultura e realizzato da AV Set Produzioni SpA con Luca Scarzella. La Direzione scientifica è a cura della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.